L'incredibile storia di Betancor: il boia del Real era atteso in Thailandia tre giorni fa
Nella carriera di Jefté Betancor ci sono stati tante fasi importanti, ma quanto accaduto negli ultimi giorni supera persino i confini dell’incredibile. Non tanto per la doppietta rifilata al Real Madrid in Copa del Rey (di per sé un evento clamoroso), quanto per la decisione che ha cambiato il corso della storia: non salire su un aereo diretto in Thailandia. Una scelta che l’attaccante canario non ha alcun dubbio nel definire la migliore possibile.
Due giorni prima della sfida contro il Real, infatti, il suo futuro sembrava già scritto. Tre club, tre Paesi coinvolti: Albacete, Olympiacos e Buriram United. L’offerta proveniente dalla Thailandia era di quelle impossibili da rifiutare, economicamente in grado di garantire serenità a intere generazioni. Tutto era pronto: accordi tra le dirigenze, biglietto aereo emesso, firma prevista per il 12 gennaio. Poi, una telefonata ha cambiato tutto. Bentancor ha deciso di restare. Giocare contro il Real, onorare la maglia dell’Albacete e rimandare il resto. Una scelta di cuore, suggerita dal rapporto umano costruito con il club e rafforzata da un confronto con il direttore sportivo.
Il campo gli ha dato ragione: due gol, Real Madrid eliminato, festa con il figlio Teo e centinaia di messaggi da ogni parte del mondo. Del resto, Betancor è un vero giramondo del calcio, con amicizie e ricordi sparsi in mezzo continente. Dopo anni di gavetta tra Tercera e Segunda B, l’attaccante ha trovato fortuna all’estero: Austria, Romania, Cipro e Grecia, laurendosi spesso capocannoniere. Oggi, otto anni dopo l’ultima esperienza in Spagna, Jefté è tornato. E lo ha fatto da protagonista assoluto, trasformando una rinuncia in una notte destinata a restare nella memoria.











