La Premier League apre un canale indipendente per trasmettere le gare all'estero: i dettagli
Mentre i grandi campionati europei inseguono stabilità, la Premier League guarda avanti e alza ulteriormente l’asticella. L’ultimo bando per i diritti tv 2025-2029 ha frantumato ogni primato: Sky e TNT hanno garantito un totale di 7,65 miliardi di euro solo sul mercato domestico, cifra destinata a crescere con gli accordi internazionali. Eppure, forte di questa sicurezza, la lega inglese sceglie di sperimentare.
Dal palco del Business of Football Summit di Londra, l’amministratore delegato Richard Masters ha annunciato Premier League+, un progetto che segna una prima volta: “Venderemo direttamente ai consumatori. Avremo i nostri clienti: è un grande cambiamento, che implica promozione, prezzi e strategie nuove”. Non una rinuncia ai colossi tv, ma un test mirato: il debutto sarà a Singapore, dalla prossima stagione.
La distribuzione avverrà in collaborazione con StarHub, mentre la produzione sarà interna grazie alla nascita di Premier League Studios. Si chiude così una partnership ventennale con IMG. “Così possiamo sviluppare contenuti e raggiungere pubblici diversi: potrebbe diventare un vero polo commerciale”, ha spiegato Masters.
Se l’esperimento funzionerà in Estremo Oriente, il modello potrebbe essere replicato altrove, aprendo alla vendita diretta dei diritti da parte dei club e ridisegnando gli equilibri con i broadcaster tradizionali. La Premier League non corre: prova, misura, poi decide. Ma il segnale è chiaro.











