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Luis Enrique si "vendica" di Maresca, 458 giorni dopo: lezione sotto gli occhi di Guardiola

Michele Pavese
autore
Michele Pavese
Oggi alle 10:36Calcio estero
15.10.2026 10:36Calcio estero
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Più che una vittoria, un segnale forte lanciato a tutta l’Europa. Il 4-2 con cui il Paris Saint-Germain espugna l’Etihad Stadium certifica la forza della squadra di Luis Enrique e mette in evidenza una distanza importante tra i campioni d’Europa e un Manchester City ancora alla ricerca delle proprie certezze. Non rappresenta anche una sorta di rivincita personale per Luis Enrique nei confronti di Enzo Maresca; era stato proprio il tecnico italiano ad aver inflitto al PSG una delle poche grandi delusioni degli ultimi anni, superandolo nella finale del Mondiale per Club 2025 alla guida del Chelsea. A distanza di 458 giorni, il confronto si è ribaltato completamente: questa volta è stato Luis Enrique a dominare la sfida, imponendo il proprio calcio.

Davanti agli occhi di Pep Guardiola, presente in tribuna, il PSG disputa una prima frazione quasi perfetta. Pressione altissima, qualità tecnica e una capacità impressionante di aggredire gli spazi mandano in crisi la squadra di Enzo Maresca, incapace di contenere il ritmo imposto dai francesi. In appena 32 minuti arrivano tre gol firmati Doué, Dembélé e Vitinha, un dominio netto che racconta più della semplice superiorità nel punteggio.

Il City prova a reagire nella ripresa, trascinato dall’orgoglio e dalla solita presenza di Erling Haaland, autore di una doppietta che riapre una partita apparentemente chiusa. Ma il PSG non perde la calma e trova con Akliouche il gol che spegne definitivamente la rimonta inglese, dopo aver anche rischiato sul rigore fallito da Ferran Torres (Donnarumma croce e delizia nei due episodi). La squadra di Luis Enrique conferma così una maturità europea ormai consolidata. Non è soltanto una questione di talento individuale, ma di identità: il PSG sa imporre il proprio gioco anche nei grandi palcoscenici. Il dato contro le squadre inglesi è emblematico: sono dieci le partite consecutive in Champions League senza sconfitte contro formazioni della Premier, con otto vittorie e due pareggi.

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