Mbappe chiede scusa dopo il caso Mao Zedong: "Le mie parole sono state maldestre"
Dopo le pesanti conseguenze scatenate dalle sue dichiarazioni su Mao Zedong, Kylian Mbappé rompe il silenzio e prova a spegnere la polemica. L'attaccante del Real Madrid, finito al centro delle critiche in Cina e già colpito dalla rescissione di tre contratti commerciali, ha diffuso un comunicato di scuse: "Durante una recente intervista ho reagito a un'immagine che mi ritraeva. Le mie parole sono state maldestre e oggi capisco che hanno ferito molte persone in Cina e nella comunità cinese in tutto il mondo", ha scritto il capitano della Francia.
Mbappé ha quindi espresso il proprio rammarico: "Porgo le mie scuse a tutte le persone che si sono sentite offese dalle mie parole. Non era assolutamente mia intenzione. Nutro un profondo rispetto per il popolo cinese e per la sua storia e mi dispiace sinceramente". La vicenda è nata dalla diffusione di un video in cui il francese, parlando dei meme circolati sul suo conto, definiva Mao Zedong "un dittatore cinese" commentando un fotomontaggio che lo ritraeva con il volto dell'ex leader della Repubblica Popolare. Le dichiarazioni hanno provocato una durissima reazione nel Paese asiatico.
Nelle ultime ore tre importanti aziende cinesi - Dongpeng, Mengniu e Milkground - hanno interrotto con effetto immediato ogni collaborazione commerciale con Mbappé, ribadendo una politica di "tolleranza zero" verso comportamenti che offendano i sentimenti nazionali. Secondo i media statali cinesi, inoltre, anche l'emittente pubblica CCTV avrebbe sospeso la trasmissione delle partite della Liga con protagonista il fuoriclasse francese, mentre la Liga ha preso le distanze dalle sue dichiarazioni, presentando ufficialmente le proprie scuse ai tifosi cinesi.






