Mbappé si scusa con la Cina, il caso può rientrare. Il ministero degli Esteri "prende atto"
All'indomani delle scuse pubbliche di Kylian Mbappé, il ministero degli Affari Esteri di Pechino ha fatto sapere di aver accolto con attenzione le parole del capitano della Francia: "Prendiamo sul serio le scuse presentate dalla persona interessata", ha dichiarato il portavoce del ministero Guo Jiakun durante una conferenza stampa. Una risposta arrivata dopo la forte reazione suscitata in Cina dalle parole dell'attaccante, che aveva definito Mao Zedong un "dittatore" commentando un meme.
Il giocatore aveva poi chiarito la propria posizione attraverso un comunicato, ammettendo che il commento era stato inopportuno: "Durante una recente intervista ho reagito a un’immagine che mi ritraeva. Questa frase è stata goffa e oggi comprendo che ha ferito molte persone in Cina e nella comunità cinese nel mondo". Mbappé aveva quindi aggiunto: "Presento le mie scuse a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalle mie parole. Non era assolutamente mia intenzione. Ho un profondo rispetto per il popolo cinese e per la sua storia, e sono sinceramente dispiaciuto".
Le scuse hanno contribuito a ridurre la tensione diplomatica, anche se sui social cinesi non sono mancate ulteriori critiche nei confronti del fuoriclasse francese. Il governo aveva inoltre minacciato di boicottare le gare della Liga, portando immediatamente Javier Tebas ad attivarsi per ricomporre la frattura.






