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Paga 2800 euro per il Clasico, ma è costretto a vederlo sul taxi. La denuncia di un tifoso

Tommaso Maschio
autore
Tommaso Maschio
Oggi alle 19:42Calcio estero
27.10.2026 19:42Calcio estero
Un tifoso slovacco del Real Madrid aveva regalato al figlio un biglietto per la sfida col Barcellona al Camp Nou. Ma è stato allontanato per aver indossato la maglia del club della capitale
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© foto di www.imagephotoagency.it

Doveva essere una serata speciale, per festeggiare il diciottesimo compleanno del figlio, e invece si è trasformata in un vero e proprio incubo pagato a carissimo prezzo. È la storia di un tifoso slovacco del Real Madrid, Frantisek Vavrek, che aveva deciso di regalare al figlio un biglietto per la sfida del Camp Nou fra i madrileni e il Barcellona e che invece si sono ritrovati a vedere gran parte della gara sul cellulare all’interno di un taxi dopo essere stati allontanati dallo stadio per aver esultato al gol di Kylian Mbappe.

Il racconto di Vavrek

Il tifoso slovacco ha raccontato la sua disavventura a Marca spiegando di essere partito da Presov assieme al figlio neo diciottenne e a una coppia di amici, anch’essi padre e figlio, tifosi però del Barcellona. Vavrek aveva acquistato quattro biglietti di prima classe, attraverso un’agenzia specializzata del proprio paese, pagando nel complesso 5600 euro (ovvero 1400 euro a testa) per il settore 113: “Nessuno dall’agenzia mi aveva informato che indossare la maglia del Real Madrid allo stadio fosse vietato. E anche nell’app ufficiale della biglietteria del Barcellona non era evidenziata questa restrizione”. I primi problemi sono sorti all’ingresso con il personale di sicurezza che aveva informato padre e figlio del divieto di ingresso con la maglia dei rivali indicando loro il cestino della spazzatura dove buttare le loro maglie.

I due erano comunque entrati e si erano recati ai propri posti una ventina di minuti prima del fischio d’inizio: “Indossavamo le magliette da circa un'ora quando è intervenuta la sicurezza. Non le abbiamo tirate fuori dopo il gol, né le abbiamo sventolate verso i tifosi del Barcellona. - spiega ancora Vavrek - Non abbiamo commesso alcun atto violento, non abbiamo minacciato nessuno, né abbiamo incitato alla violenza. Abbiamo semplicemente festeggiato un gol alzandoci e abbracciandoci”. Nonostante ciò una decina di addetti alla sicurezza sono intervenuti per allontanarli dai loro posti, pare sotto la richiesta di tifosi del Barcellona, e di essere stati costretti a vedere il resto della gara sul cellulare nel taxi che li riportava in albergo.

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