Pepe: "Costretto a scusarmi per le parole sul Marocco e non mi hanno convocato per la CAN"
È stato uno dei momenti più delicati della carriera di Nicolas Pépé. In campo, con il Villarreal, l’esterno ivoriano stava offrendo prestazioni di alto livello tra Liga e coppe europee. Fuori dal terreno di gioco, però, una tempesta mediatica lo ha travolto fino a costargli l’esclusione dalla lista della Costa d’Avorio per la Coppa d'Africa.
All’origine del caso, una partecipazione a un video YouTube sul canale di Just Riadh, in cui Pépé si era lasciato andare a qualche battuta sul Marocco e sulla lunga assenza di successi nella competizione che il Paese si preparava a ospitare. Parole che hanno scatenato polemiche e, soprattutto, una violenta ondata di insulti razzisti sui social. In un’intervista concessa al giornalista Malick Traoré, l’ex giocatore di Angers, Lilla e Nizza ha rivendicato la propria spontaneità: "Ho chiesto di vedere le immagini e ho dato il mio consenso. Era senza rimpianti, perché quello ero io al 100%. Se dovessi rifarlo, lo rifarei senza esitazione".
Costretto poi a pubblicare un messaggio di scuse su pressione della federazione, Pépé ammette di averlo fatto controvoglia: "Ricevo insulti razzisti e devo essere io a scusarmi?". Il punto più doloroso, però, resta il mancato sostegno istituzionale: "La federazione non mi ha difeso. È stata una tripla pena. La Liga e altri mi hanno sostenuto, ma non il mio Paese. Il comunicato è arrivato troppo tardi, quando il danno era già fatto". Senza di lui, la Costa d’Avorio è stata eliminata ai quarti dall’Egitto. Una vicenda che ha lasciato strascichi, dentro e fuori dal campo.











