Xavi regola i conti: "Dal mancato ritorno di Messi al mio esonero, tutte le bugie di Laporta"
Un vero e proprio regolamento di conti, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali. In un’intervista concessa al quotidiano spagnolo La Vanguardia, Xavi Hernández ha lanciato accuse molto dure contro Joan Laporta, sostenendo che sia stato proprio lui a bloccare il ritorno di Lionel Messi nel 2023.
Le dichiarazioni arrivano a una settimana dalle elezioni presidenziali del Barcellona, in cui Laporta è candidato insieme a Victor Font. Secondo l'ex allenatore, il numero uno blaugrana avrebbe ostacolato il rientro dell’argentino nonostante l’apertura del giocatore, arrivata poco dopo la vittoria del Mondiale in Coppa del Mondo FIFA 2022: "Il presidente non dice la verità", ha affermato l’ex centrocampista. "Leo aveva accettato. Nel gennaio 2023, dopo il Mondiale, abbiamo ripreso i contatti e mi ha detto che aveva molta voglia di tornare. Abbiamo parlato fino a marzo e gli dissi: 'Quando mi darai il via libera, parlerò con il presidente, perché penso che sportivamente sarebbe una grande scelta'".
Xavi ha spiegato che Laporta aveva persino iniziato a trattare il contratto con il padre del giocatore, Jorge Messi, e che la La Liga aveva dato il proprio assenso all’operazione. Tuttavia, sempre secondo l’ex tecnico, sarebbe stato proprio il presidente a far saltare tutto: "Il mio interesse è dire la verità: Leo non è tornato al Barça perché il presidente non lo voleva, non per la Liga o per questioni economiche. Laporta disse che il club non aveva i mezzi e che Messi avrebbe avuto troppo potere". Xavi ha poi parlato anche del suo addio alla panchina blaugrana nell’estate del 2024, sostenendo di essere stato licenziato a causa di Alejandro Echevarría, figura molto influente all’interno del club pur senza incarichi ufficiali. "Laporta mi ha sollevato dall’incarico senza dirmi la verità. In realtà è stato Alejandro a farmi licenziare".
Xavi ha inoltre ricordato un incontro a cena a base di sushi in cui Laporta lo aveva convinto a restare per la stagione successiva, prima di cambiare nuovamente idea poche settimane dopo: "Mi disse: 'Non vedo la squadra senza di te, non vedo il nuovo Camp Nou senza di te e neppure il 125º anniversario del club senza Xavi allenatore'. Per questo avevo deciso di continuare".











