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Il Belgio è molto più forte di noi, anche senza DeBruyne e Hazard. Occhio ai trionfalismi che già con l’Austria ci hanno fregato. Ecco come si può fermare: i nostri errori contro l’Austria, le loro eccellenze

Il Belgio è molto più forte di noi, anche senza DeBruyne e Hazard. Occhio ai trionfalismi che già con l’Austria ci hanno fregato. Ecco come si può fermare: i nostri errori contro l’Austria, le loro eccellenzeTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 30 giugno 2021 11:52Editoriale
di Tancredi Palmeri

C’è una vasta apertura alare di opinione che sta planando sui Quarti di Finale convinta che battere il Belgio faccia parte dell’ordine delle cose, perché così è stato storicamente, perché in fondo abbiamo fatto un gioco più arioso. Se l’ottimismo è ben accetto, la sicurezza è ingiustificata e controproducente, come già l’Austria ci ha ricordato con durezza. A ben guardare proprio là sono stati i nostri errori: un eccesso di confidenza che contro l’Austria ci ha fatto abbassare il ritmo senza motivazione apparente alcuna, tanto più che anzi contro una squadra fisica e comunque non remissiva, anzi avremmo dovuti alzarli rispetto alla fase a gruppi considerando quanto si elevi ovviamente il livello di scontro nell’eliminazione diretta.
Le nostre risorse d’animo da spirito di squadra, e le nostre risorse umane sedute in panchina, ci hanno permesso di crederci e venirne a capo, ringraziando che l’Austria avesse solo un potenziale limitato.
Ma non potrà essere lo stesso contro il Belgio, che già con Lukaku ha un uomo su cui Chiellini e Bonucci non potranno commettere alcuna sbavatura, come fatto da Pepe e Ruben Dias (che appunto potevano proporre una cerniera di centrali tra le migliori nel 2021).
Il Belgio è più forte di noi anche senza DeBruyne e Hazard: lo dicono le sue prestazioni anche in quelle condizioni di emergenza, essendo meno avviluppanti di noi nel gioco, ma più contundenti nell’essere al servizio di Lukaku. Con quei due in più, ovviamente la situazione peggiora, perché il triangolo Eden/Kevin e Lukaku al vertice, aprendo spazi per chi si inserisce, produce calcio a pieni giri. Sottinteso: ammesso che quei due siano in campo per giocare, e non per fare atto di presenza o estrarre un colpo dei loro in mezzo a una prestazione improponibile dal punto di vista fisico. Fosse così, allora sì che potremmo giocarcela - non da favoriti comunque, ricordatevi il nostro gap tecnico in certe posizioni. Noi dobbiamo elevare la velocità di palleggio, come nei bei momenti delle prime due partite; avere più verticalità, come sicuramente garantisce Chiesa, ma che anche Barella sa offrire tra le linee, senza necessariamente ricorrere a Pessina; evitare di incaponirci nell’iniziativa personale, come stranamente ha fatto Verratti con l’Austria, e aveva evitato di fare Locatelli.
Loro hanno giocato contro il Portogallo con una età media di 30.3 anni, la più alta di sempre del Belgio in una competizione, e una delle più alte di sempre in assoluto. Questo si traduce soprattutto nella retroguardia che ha dei limiti ma che sa sopperirvi giocando organicamente. Per evidenziarli allora dovremo muoverci senza palla come non abbiamo fatto contro l’Austria, e come ha fatto poco il Portogallo contro i belgi. Questo gli farebbe perdere i punti di riferimento, e allora sì che la nostra minore qualità tecnica complessiva potrebbe moltiplicarsi.
Poi vabbè c’è Lukaku, importantissimo in maniere diverse, che sia assistito da DeBruyne e Hazard, o che si debba caricare la squadra sulle spalle senza di loro, stie lui all’Inter.
La marcatura uomo contro uomo non sarà sufficiente, ci vorrebbe un Chiellini al meglio del meglio, ma per quanto il Chiello sia stato commovente contro la Turchia, tuttavia di quelle annate Chiellini DOC non se ne producono più. L’aiuto dei palleggiatori nostri a centrocampo è essenziale per fare limitare Lukaku alla fonte, inquinargli i rifornimenti, non fargli spostare di peso un reparto per aprire varchi a chi arriva da dietro.
Come vedete sono diversi fattori, devono tutti incastonarsi, e poi dobbiamo anche essere mortiferi perché non avremo 3-4 occasioni da sprecare come avvenuto nella fase a gruppi.
Insomma è molto, molto difficile.
Aggiungeteci che il Belgio ha forse l’ultimo appuntamento di una generazione storica per vincere il primo titolo di sempre, e dunque la fame e la motivazione sarà giocoforza diversa.
E’ molto, molto difficile.
Ma non è impossibile.
E in fondo, considerando dove eravamo tecnicamente a primavera 2018 quando Mancini si insediò, allora non è illecito pensare a come riuscirci.

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