A Firenze inizia il dopo Vlahovic: Cabral si presenta. E Pradè torna sulla grande cessione
Il fantasma di Dusan Vlahovic è inevitabilmente ancora lì. Perché per la Fiorentina non è stato un gennaio come tutti gli altri, nel quale i viola hanno dovuto salutare il proprio bomber principe. Al suo posto, ecco Arthur Cabral, che cerca di dribblare l’inevitabile confronto: “Rispetto quello che ha fatto qui, ma sono arrivato per cercare il mio spazio”. Così, tra una confessione su un interessamento passato - “c’era stato un interessamento del Barcellona” - e un ammiccamento al compagno ma anche rivale Piatek, Cabral racconta di essersi “preparato tutta la vita” per vestire una maglia importante come quella dei gigliati.
Pradè con Cabral. In una giornata prevedibilmente particolare, ad affiancare il volto nuovo c’è stato il direttore sportivo dei toscani, Daniele Pradè. E con lui l’affare Vlahovic diventa argomento di primario interesso: “Capiamo l’amarezza, ma non potevamo dire no”, spiega con candore. Una riflessione a tutto tondo sul mercato viola, in cui viene confermata la trattativa per Julian Alvarez e spiegato perché è mancato l’affondo su un altro Alvarez, Agustin: “Il Penarol lo valuta una cifra che riteniamo eccessiva”. Spazio anche a un commento sulle recenti parole di Commisso: “Sono preoccupato anche io, daremo tutto per dargli energia ed entusiasmo”.











