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Dall'addio di Torreira al mercato in entrata. Pradè e i piani della Fiorentina, tutte le parole del ds

Dall'addio di Torreira al mercato in entrata. Pradè e i piani della Fiorentina, tutte le parole del dsTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
mercoledì 6 luglio 2022, 00:38I fatti del giorno
di Lorenzo Di Benedetto

Conferenza stampa di inizio stagione in casa Fiorentina, con il direttore sportivo Daniele Pradè che ha parlato di tantissimi argomenti tra uscite ed entrate: "Abbiamo aspettato l'inizio della stagione per fare un punto completo e analitico di quanto successo in questi mesi. Dal 23 maggio, fine del campionato, a oggi ci sono state tante notizie e indiscrezioni, perciò oggi sono qui per fare chiarezza e un punto finale sull'annata precedente. Per noi è stata una grande stagione, potevamo fare qualcosa di più ed è vero, ma rimane che venissimo da un campionato deludente, abbiamo fatto 22 punti in più e limitato molto il gap dalle prime, arrivando davanti all'Atalanta e raggiungendo un posto in Europa dopo tanti anni. Sono arrivate sicurezze e identità, anche una maniera diversa di lavorare per quest'anno. Dall'esterno però non ho visto un riscontro molto positivo, quasi fosse stato dato tutto per scontato e non capisco il perché".

Cos'è successo con Torreira?
"Subito la prima domanda è su una situazione di polemica e non su una cosa bella. La vicenda Torreira è semplice, partiamo dall'inizio. Il calciatore è stato fortemente voluto da me alla Fiorentina, ci avevo lavorato alla Sampdoria due anni e mi dava certezze tecniche. Era quello che serviva in quel momento, per questo il ragazzo va ringraziato. Però personalmente l'ho chiamato ai primissimi di aprile, e ho detto che per fare il prestito con diritto di riscatto abbiamo dovuto mettere una somma di 15 milioni per non fare minusvalenza. Quindi abbiamo accordato un contratto da 2,75 milioni per 4 anni, poi ad aprile lo chiamiamo per proporgli un quinquennale e in caso di un contratto del genere lo vedi come nuova possibile bandiera. Lo vedo come un percorso lungo e gli offriamo 2,5 milioni per 5 anni, che sono 12,5 milioni invece di 11. E lì c'è stata una chiusura netta da parte dell'agente e sua. Quando inizi così qualcosa cambia. L'ultimo mese e mezzo poi ci ha detto un'altra cosa importantissima, cioè che Amrabat ha dato garanzie giocando da grande. Ha fatto capire al nostro allenatore che potessimo utilizzare un play pure con altre caratteristiche, a patto che fossero congeniali. A quel punto la scelta è diventata completamente tecnica e condivisa con Italiano. Ci siamo detti di scegliere Amrabat al posto di Torreira".

Come nasce l'idea di puntare su Mandragora?
"Perché è italiano, lo conosciamo bene e ci dà più soluzioni dal punto di vista tattico. Sul lato comportamentale l'ho già avuto e so che è un top player. Abbiamo la convinzione che alcune delle cose che ha, non avesse Torreira e che il mister lo possa migliorare ulteriormente. Sarà una persona positiva per la squadra e tutta Firenze".

Cosa vi ha dato fastidio?
"Non ho detto che ci ha dato fastidio, sono solo dispiaciuto che personalmente non sia riuscito a sentire calore ed emozione da condividere. Si è andati subito dal giorno successivo a fare polemica su Torreira. Ci siamo goduti ben poco quanto fatto, neanche 24 ore".

Siete su Jovic e Dodo?
"Jovic è un calciatore che ci piace ma l'esperienza del calcio mi dice che le operazioni prima vanno chiuse. La stessa cosa la dico per Dodo... Non penso le faremo entro due giorni".

C'è un tetto massimo su un singolo calciatore?
"Quando Commisso è arrivato qua, il monte ingaggi della prima squadra era circa 50 milioni di euro. C'erano tanti calciatori che sono stati un costo pesante, abbiamo dovuto fare numerose rescissioni e incentivi all'esodo. Le entrate erano 90-91 milioni, in epoca pre-Covid. Nel 2021/22 abbiamo avuto un monte ingaggi totale di circa 70 milioni, con un decremento del fatturato del 15%, sugli 80. Questo dimostra che da parte della società c'è gran voglia di investire e fare bene. Se un calciatore è forte, questa società può fare l'investimento per comprarlo. Sul salario non possiamo competere con le grandi ma è normalissimo. Adesso il salary cap diventa una cosa seria, sarà sempre più sotto l'attenzione della UEFA come garanzia nei confronti dei dipendenti".

L'obiettivo sul campo quale sarà? In Europa il paragone con la Roma rischia di essere un ingombro?
"Non c'è squadra che non voglia migliorare quanto fatto nell'anno precedente. Abbiamo certezze ma vogliamo anche dei dubbi, su certe cose magari possiamo essere avvantaggiati. Vogliamo ripartire dall'ottima stagione fatta. Dire che l'obiettivo è fare 40 punti e poi vedere sarebbe una risposta senza senso. Sulla Conference dico che è stata una sorpresa per tutti quanti, nessuno credeva ci sarebbe stato un riscontro così grande ma la vittoria della Roma conferma che a quella competizione bisogna tenere. Lavoriamo per una rosa più ampia e una serie di doppioni tutti all'altezza per le tre competizioni, perché per noi è importante anche la Coppa Italia".

Ha firmato il rinnovo?
"Tutto a posto, grazie".

Su che formula trattate Jovic?
"Siccome stiamo trattando, cosa posso dire? Tutto è in evoluzione continua, posso solo dire che lo vogliamo. Ogni ipotesi è aperta".

Cercherete di trattenere Milenkovic? Nel caso c'è pronta un'alternativa?
"Il ragazzo è qui da ormai 5 anni e continuare insieme lo scorso, da parte nostra e sua, è stato un gesto d'amore. Abbiamo rifiutato un'offerta scritta importante dall'Inghilterra e quest'anno siamo rimasti che a lui l'Europa avrebbe fatto piacere. Certo, se arriva una big non diremo di no, però viaggiamo a braccetto perché c'è un rapporto eccezionale. Sul mercato siamo pronti, come sempre ci siamo fatti trovare. Lo scorso anno tra luglio e gennaio abbiamo preso sette calciatori, abbiamo girato tanto col nostro gruppo di lavoro e abbiamo idee".

Ha parametri da rispettare a proposito di plusvalenze ed equilibri economici?
"Il calcio di oggi non consente follie, i ricavi sono quelli. Da parte del nostro presidente non è mai mancato nulla, abbiamo dei parametri da rispettare ma mi sento molto sereno da questo punto di vista. Sono tutti attenti ai bilanci, dalla prima all'ultima squadra. Guardate quanti problemi coi rinnovi, noi abbiamo venduto Vlahovic a cifre importanti a un anno e mezzo dalla scadenza mentre oggi ci sono sempre più addii a zero. Il calcio cambia e prende una direzione sempre più aziendale, bisogna fare i conti col fatturato".

Un commento sul rinnovo di Italiano. Che salto vi aspettate ora?
"Questo è stato il nostro primo obiettivo e non avevamo mai dubitato. E poi dico che non ci sono mai state interruzioni nel dialogo durante le contrattazioni, siamo andati avanti con linearità. Non c'erano tempi ben stabiliti, Italiano ci dà continuità e consapevolezza di avere un allenatore con le idee chiare. Ci piace come lavora, ha un grande fuoco e la squadra lo segue. Meglio di così non potevamo chiedere...".

Oltre Mandragora c'è qualcos'altro da attendersi come Praet o Puig?
"Praet e Puig non ci interessano, non li abbiamo mai trattati. Dennis (Praet, ndr) lo conosco bene e il suo rappresentante è mio amico da sempre, ci siamo sentiti ad aprile ma non è il calciatore che andremmo a cercare. Di Puig non abbiamo mai parlato. In questo momento a centrocampo siamo cinque, più Castrovilli e Zurkowski sul quale siamo curiosi e vogliamo vedere. Ha mercato e ce lo chiedono tutti, vediamo com'è... Non c'è fretta, siamo al 5 luglio. E non capisco come mai il mercato sia così impazzito già oggi. Abbiamo tempo fino al 31 agosto per decisioni definitive. Una parentesi, fondamentale: tutto ciò che facciamo è condiviso al massimo. Non c'è una cosa che non facciamo assieme".

Ci racconta qualcosa di Grillitsch?
"Lo abbiamo seguito tanto e poteva essere un'opportunità a parametro zero. Ci siamo visti coi suoi agenti e dico che non ci sono piaciuti discorsi come quelli del pagamento al papà. Non va bene. Così decidiamo con chi lavorare o meno. E in questo momento vi dico che siamo una società molto ambita dagli agenti: sempre tra i primi nei pagamenti, perché il conteggio è su base annua e noi paghiamo tutti a venti giorni da fine fattura. Non si proroga né ridiscute un pagamento da noi, il 20 del mese arrivano gli stipendi a tutti. Avevamo in mente già Mandragora, anche".

A che punto siete con Gollini?
"Vicini, speriamo di averlo al più presto. Saremo contenti nel momento in cui metteremo nero su bianco. Però i rapporti con l'Atalanta sono ottimi, aveva qualche giorno in più di vacanza, nel weekend dovremo chiudere".

Di Ranieri che sarà?
"Giovedì o venerdì ne discuteremo col procuratore".

Con Kokorin rescinderete?
"L'operazione Kokorin non è andata bene, mi sono sempre assunto responsabilità davanti a tutti. La cosa incredibile è che abbia fatto bene nell'ultimo periodo e anche il mister dica di volerlo rivedere in ritiro. Se sarà rescissione, la faremo insieme. Il ragazzo ha mercato in Russia, ma decidere di tornare lì non è facile".

Puntate sul lavoro di Aquilani?
"Molto. Abbiamo dei giovani e ce li guarderemo bene e coccoleremo. Alberto ha fatto un grande lavoro in Primavera e siamo contenti, andremo avanti insieme nonostante avesse altre proposte. Tutti vogliono vedere i frutti del settore giovanile".

Il rinnovo di Igor è una priorità?
"Siamo contenti di lui, dopo il primo anno in cui ha giocato veramente tante partite. Siamo sereni, deve dimostrare ancora tanto e abbiamo due anni ancora di contratto che è come fossero tre, dato che c'è un'opzione. Non è una priorità".

Gollini risponde a una logica di portieri bravi coi piedi? L'uscita di Dragowski a che punto è?
"Se sarà Gollini è perché noi e il mister l'abbiamo voluto. Con Dragowski cerchiamo qualcosa che vada bene per entrambi, assieme, con la massima serenità. Sono molto attaccato a Drago, voglio la soluzione migliore".

Le prese di posizione di Commisso sui procuratori rischiano di danneggiarvi?
"Assolutamente no, anzi. Siamo considerati come una società forte, che va avanti per la sua strada. Non abbiamo impedimenti né preclusioni. Cercheremo di sostituire tutti al meglio, ma su Odriozola per esempio dico che negli ultimi sessanta giorni ha fatto tre presenze. Cabral è forte e cercheremo uno che dia garanzie da affiancargli".

Ci sono trattative in corso per Kouame?
"Lo vogliono in tanti, scambi non ne abbiamo discussi con nessuno. Parte con noi per Moena e vediamo. Siamo sereni".

Come si imposta la stagione col Mondiale invernale?
"Abbiamo valutato già tutta questa situazione, ogni società dovrà farlo. Durante il ritiro programmeremo anche il periodo di inattività. Se avremo dei Nazionali che vanno in Qatar significa che sono forti, non eviteremo di prenderli per questo".

Avete dei positivi in squadra?
"Ci sono dei debolmente positivi, ma dico che secondo me è meglio adesso che dopo. Non mi preoccupa affatto".

Quindi, un'ulteriore precisazione su Torreira: "C'è chi ha detto che non era titolare l'ultima partita per un bonus da 50mila euro... Ma ci giocavamo l'Europa. E tutti coloro che restano e raggiungono l'obiettivo, lo avranno pagato. Avesse giocato avrebbe ricevuto 100mila euro. Non esiste fare brutte figure per queste cifre".

Avete già organizzato amichevoli specifiche in vista della Conference?
"A Firenze nulla, valutiamo qualcosa fuori e siamo molto vicini. L'ultima data che ci siamo dati per giocare è il 6 agosto".

Bajrami lo seguite?
"Mai seguito".

E Marlon?
"Bisogna fare i conti sugli extracomunitari, in base a chi prenderemo sceglieremo. Ci piace ma è extracomunitario".

C'è qualcuno da cui si aspetta il salto?
"Sì, Riccardo Sottil".

Belotti l'avete considerato?
"Non conosco il suo agente".

Senesi interessa?
"Lui è sinistro, se va via Milenkovic devi prendere un destro".