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Sabatini non se ne fa una ragione. Altro sfogo sull'addio a Salerno e uno sguardo al passato

Lorenzo Di Benedetto
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Lorenzo Di Benedetto
venerdì 17 giugno 2022, 00:49I fatti del giorno
17.06.2022 00:49I fatti del giorno
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di TuttoSalernitana.com

Una fine di un amore senza farsene una ragione, ancora una volta. Walter Sabatini ha parlato così dopo l'addio alla Salernitana: "No, non ho ancora metabolizzato la fine della mia storia con la Salernitana, dopo sei mesi di lavoro incessante... ma non ne voglio parlare, dai. Come la vedo... molto male. Perché sono uno spettatore. Per me una situazione difficile da sopportare. Io non sono uno spettatore nel calcio. Mi sento defraudato di qualcosa che mi appartiene. Quindi, la vedo male. Ecco, comunque più che della Salernitana vorrei parlare di Sampdoria...".

Prego.
"Uno dei miei più grandi rammarichi professionali. Ho vissuto male quell'esperienza, perché sono stato fisicamente male (ricoverato ai primi di settembre del 2018 per una grave crisi respiratoria, ndr). Ho dato un contributo ignobile, irrilevante. Per fortuna avevo il sostegno di Massimo Ienca e Carlo Osti, mi 'coprivano', mi aiutavano. Carlo lo conosco da anni. Valore aggiunto della società. Preparato, sa tenere insieme i pezzi, lavorare d'anticipo sui sentimenti delle persone. Ha portato alla Samp risultati rilevanti, tanti mercati in attivo, lui ha rapporti con tutti i dirigenti del calcio italiano. E' un uomo di una onestà brutale e mi riferisco alla sua pulizia morale nei rapporti interpersonali. Non posso non citare poi l'alta qualità di Antonio Romei, la freschezza e la competenza del responsabile dello scouting Baldini, che conosco bene. E un pensiero per Ferrero, con lui ho avuto un pesante scazzo in un post-partita (a Bologna), ma lo ringrazio per avermi voluto".

Altre parole poi sempre sulla Sampdoria: "Come quella di tante altre. Non ha certo il primato assoluto della difficoltà... la scorsa è stata ancora più complicata a causa dell'"inciampo" di Ferrero. La Samp sta combattendo, ma sono certo che se ne tirerà fuori. Giampaolo è una garanzia. So che uno dei pensieri principali di chi le vuole bene, ora, riguarda il futuro. Il cambio di proprietà. Penso che attraverso quella muraglia umana della Gradinata Sud che mi ricorda il 'muro giallo' del Dortmund, attraverso la passione che alimenta i tifosi, sappia esprimere una potenza popolare esclusiva. Un tesoro. Chi arriverà, deve tenerne conto. Potevo andare alla Samp 10 anni prima, mi aveva cercato Riccardo Garrone, eventi diversi mi portarono alla Roma. Arrivai nell'estate 2018. E vorrei tornare a quel momento e cambiare gli orizzonti".

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