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Sabatini: "L'addio all'Inter fu drammatico, ebbi un litigio feroce con Steven Zhang"

Sabatini: "L'addio all'Inter fu drammatico, ebbi un litigio feroce con Steven Zhang"
© foto di TuttoSalernitana.com
Alessandra Stefanelli
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Alessandra Stefanelli
Oggi alle 18:30Serie A
L'ex dirigente nerazzurro ripercorre la sua esperienza all'Inter, tra gli errori iniziali, il doppio incarico con Suning e lo scontro finale con Steven Zhang.

Walter Sabatini torna a parlare della sua esperienza all'Inter e lo fa raccontando diversi retroscena sul periodo trascorso nell'universo Suning. Ospite del podcast One More Time, il dirigente sportivo ha ripercorso quei mesi con grande franchezza, soffermandosi soprattutto sugli errori commessi e sulle difficoltà incontrate nella gestione del proprio ruolo.

Sabatini: "Ho fatto un errore di approccio imperdonabile"

Il primo rimpianto riguarda la posizione occupata all'interno della società nerazzurra. Sabatini ha infatti raccontato di aver accettato una condizione che, col senno di poi, considera determinante nell'esito della sua esperienza. "Inter? Faccende drammatiche, ho fatto un errore di approccio imperdonabile", ha spiegato. "Ho accettato, per una richiesta di una persona interna all'Inter che non voglio citare perché gli farei del male, di non entrare nell'organigramma". Una scelta che Sabatini attribuisce anche al proprio atteggiamento dell'epoca: "La accolgo per un eccesso mio di generosità, ma all'Inter non te lo puoi permettere perché significa non esserci".

"Sono stato una meteora"

Proprio l'assenza di un ruolo formalmente inserito nella struttura del club finì, secondo Sabatini, per limitarne fortemente l'incidenza. "Sono stato una meteora", ha ammesso il dirigente. Un'esperienza breve che, ancora oggi, gli lascia però un forte rammarico. "Ho un dispiacere enorme, l'Inter è una bellezza di società, qualcosa di indescrivibile", ha aggiunto Sabatini, sottolineando il legame rimasto con l'ambiente nerazzurro nonostante la conclusione burrascosa del rapporto.

Il lavoro tra Inter e Cina

Durante quel periodo Sabatini non si occupava esclusivamente dell'Inter. Il suo incarico prevedeva infatti anche la gestione dell'altra realtà calcistica appartenente al gruppo Suning. "C'era Zhang proprietario e curavo anche la squadra cinese di Suning, avevo portato là Fabio Capello, facevo mercato", ha ricordato. Il doppio impegno, però, si trasformò progressivamente in un problema. I frequenti spostamenti verso la Cina finirono infatti per sottrargli tempo e presenza nella gestione quotidiana delle vicende nerazzurre. "La Cina mi ha distratto troppo, andavo ogni mese e stavo una settimana", ha raccontato Sabatini.

"All'Inter facevano cose che neanche sapevo"

È proprio su questo aspetto che arriva uno dei passaggi più significativi del racconto dell'ex dirigente. "All'Inter facevano cose che neanche sapevo io. Ho perso totalmente o quasi il controllo", ha spiegato, descrivendo una situazione nella quale la distanza fisica e la particolare struttura del suo incarico avevano progressivamente ridotto il suo peso decisionale.

Il litigio con Steven Zhang

Il rapporto con l'Inter arrivò infine alla rottura dopo un durissimo confronto con Steven Zhang. "È finita per un litigio con Steven Zhang, un litigio veramente feroce con lui", ha rivelato Sabatini. Un episodio che il dirigente continua a considerare uno dei grandi rimpianti di quella parentesi professionale. "Tornassi indietro, non rifarei mai un errore del genere", ha concluso, tornando così su un'esperienza che avrebbe voluto vivere in maniera profondamente diversa.

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Immagine editoriale di Luca Calamai
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