Gasperini, Gattuso e Alvini: il calcio che piace. Spalletti si è perso
Due Di Cuori
Nel turno infrasettimanale, tre allenatori conquistano il cuore. Gasperini, Gattuso e Alvini: il calcio che piace, diverte e vince.
La Lazio di Gattuso ha strapazzato il Sassuolo, mostrando gioco e qualità. Un gruppo nato tra le difficoltà e con pochi investimenti, ma costruito dal tecnico con testa e tattica. Il mister ha creato una squadra e valorizzato calciatori prima non considerati. Il primato è strameritato.
La Roma ha superato il Cagliari, evidenziando un'intensità travolgente e tanta voglia di vincere. Gasperini, nel suo primo anno, ha dovuto negoziare la propria idea di calcio per entrare nella testa dei calciatori, pensando prima alla difesa e poi all'attacco. In questa stagione, invece, ha imposto il suo calcio aggressivo, ricreando la sua Atalanta con una qualità superiore. Una squadra strutturata per puntare al titolo.
Il Frosinone è fantastico. Ha strapazzato il Lecce in maniera netta, esibendo un calcio di qualità e fortemente propositivo. Alvini ha conquistato la Serie A l'anno scorso proponendo calcio e battendo squadre più attrezzate. In questa stagione, nella massima serie, sta facendo la stessa cosa. La continuità nel segno del gioco.§
Tre allenatori che sono entrati nella testa dei giocatori, facendo calcio e valorizzando i calciatori. Empatia e tattica: un mix perfetto.
Due Di Picche
Disastro Juve, battuta, anzi travolta, dal Genoa. Le assenze non possono giustificare una simile prestazione. La Juventus non è un gruppo e non ha un'identità: tutte caratteristiche che avrebbe dovuto dare il tecnico
La formazione scesa in campo a Genova era superiore all'avversario, ma non aveva nulla di una squadra. I giocatori potevano e dovevano dare molto, ma molto di più. Rimane, però, la sensazione che chi guida il gruppo, Luciano Spalletti, si sia perso, non riuscendo a incidere sulla mentalità e sulla tattica della squadra.
È vero che in passato hanno sbagliato anche altri allenatori, ma Spalletti era considerato il top rispetto ai suoi predecessori. Da lui, in un anno, ci si attendeva un salto in avanti in termini di mentalità e gioco, step che non è arrivato. È forte la sensazione che Spalletti si sia fermato alla Nazionale.
Male anche il Milan, che perde in casa contro il Bologna. Una sconfitta pesante, che ha evidenziato anche la mancanza di energia della squadra. Un'attenuante per Amorim e i suoi, che però non deve diventare un alibi.
Il tecnico è al primo anno al Milan e in Serie A, quindi è giusto concedergli del tempo. Inoltre, in questa squadra si intravedono principi di gioco e una qualità tecnica che può produrre risultati. Ancora un po' di tempo ad Amorim, ma senza esagerare.
Jolly
Il jolly lo ha pescato il Bologna con l'arrivo di Palladino. Il tecnico, entrato in corsa, ha già lasciato il segno: tre vittorie esterne consecutive, più gol e un gioco migliorato.
L'allenatore, forse un po' troppo sottovalutato, ha trasformato il Bologna.






