Chiedere scusa a Malagò e Mancini. Evitato il calcio fluido di Maldini e Leonardo
Due di Cuori
In molti erano lì ad aspettare la disfatta dell’Italia contro la Francia per chiedere la testa di Mancini. Invece è andata male e ora i detrattori sono all’angolo e in silenzio.
La Nazionale del Mancio, contro una Francia imbottita di qualità, ha tirato fuori il cuore e ha mostrato di essere una squadra, esibendo una grande voglia di proporre calcio con qualità e compattezza. I ragazzi azzurri hanno dato tutto, mostrando una forte connessione con il Ct.
In pochi giorni è tornata l’Italia di Roberto Mancini. Sì, perché queste cose le avevamo già viste: basta fare un esercizio di onestà intellettuale.
Per carità, Mancini in passato ha sbagliato. Quello strappo ha dato fastidio, ma molto probabilmente ha fatto qualcosa che molti dei moralisti giudicanti avrebbero fatto.
Ora è tempo di chiedere scusa a lui e anche a Malagò. Il presidente, ora sotto attacco, ha fatto a suo tempo la scelta giusta, salvandoci dal calcio fluido di Pirlo e dalle scelte fantasiose di Maldini e Pirlo.
Meno male che Malagò è intervenuto, fermando i colpi di fenomenite acuta dei due intoccabili dirigenti che molti definiscono tra i migliori. Ad oggi, la Nazionale di Mancini è la loro più grande sconfitta.
Ora ci dobbiamo augurare che, in qualche modo, venga salvato Malagò, un dirigente bravo, il cui CV parla chiaro, e il fatto che sia romano non è una colpa.
Oggi le scuse a Malagò e Mancini sono doverose.
Due di Picche
La carta negativa, in questi giorni, è tutta per Abodi e per la politica che, con un’invasione di campo evidente e imperdonabile, vuole prendersi la FIGC e mettere in difficoltà il calcio italiano.
Un’azione che serve solo a portare avanti posizioni personali e interessi di pochi. Un tipico modo di agire della politica italiana.
Il ministro dovrebbe farsi da parte e chiedere anche lui scusa a Malagò, senza assumersi compiti che non gli competono, come quello di confermare Roberto Mancini.
Jolly
Nella serata di coraggio e speranza dell’Italia, a brillare è un fuoriclasse, l’unico che in questo momento possiede Mancini.
Il numero uno in porta, Gigio Donnarumma, è il nostro jolly. Anzi, meglio dire il nostro supereroe, che tra i pali, con il mantello, è volato da un palo all’altro per fermare la Francia. Fenomeno!
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