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Calciomercato no stop - Indiscrezioni, trattative e retroscena del 27 settembre

Calciomercato no stop - Indiscrezioni, trattative e retroscena del 27 settembre
© foto di www.imagephotoagency.it
Alessio Alaimo
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Alessio Alaimo
Oggi alle 01:00Serie A

INTER, LAUTARO AVEVA APERTO AL BARCELLONA. JUVENTUS, OCCHI SU BERNABÉ


 - Non è un mistero, specialmente dopo l'ammissione pubblica del direttore sportivo Deco, che il Barcellona abbia cercato con insistenza Lautaro Martinez Senza l'ingaggio di Julian Alvarez, il club blaugrana aveva ripiegato con decisione sul centravanti dell'Inter in estate, prima di virare su Gabriel Jesus: al contrario di quanto fatto trapelare, tuttavia, l'argentino di 29 anni non avrebbe chiuso con forza ai catalani. Secondo quanto rivelato dal quotidiano SPORT, Lautaro avrebbe aperto al trasferimento al Camp Nou, ma ad una condizione precisa: trovare un accordo amichevole con l’Inter, club al quale è profondamente legato e riconoscente dal suo approdo nel 2018. Diventato leader dentro e fuori dal campo, oltre che capitano nerazzurro, due anni fa ha prolungato il suo contratto fino al 2029 con un importante adeguamento di stipendio. Eliminando anche la clausola rescissoria. Ma nulla da fare: la società di Viale della Liberazione avrebbe negato l'addio al classe '97. Stando al quotidiano catalano sarebbe andato in scena anche un contatto diretto tra il presidente Joan Laporta e Giuseppe Marotta, in occasione del quale è stato riferita l'impossibilità della cessione del capitano nerazzurro. A maggior ragione in quel momento del mercato, senza i tempi adatti per individuare un sostituto all’altezza dell’argentino. Il Barcellona però aveva fatto sul serio, considerando anche la possibilità di una cessione per creare uno slot salariale adeguato per Lautaro. Alla fine, però, il Toro è rimasto a Milano e continua a macinare record e gol in nerazzurro.

Dopo essere stato a lungo al centro di numerose voci di mercato durante l'estate, Adrian Bernabé ha scelto di proseguire la propria avventura con il Parma, iniziata ormai cinque stagioni fa. Una permanenza condivisa con la società ducale per preservare la qualità tecnica del centrocampo, che tuttavia non ha fugato i dubbi sul futuro a lungo termine del classe 2001. L'attuale contratto dello spagnolo scadrà infatti nel giugno 2027 e, pur essendoci ancora margine temporale per un eventuale rinnovo, la totale assenza di passi avanti nelle trattative comincia a far scattare più di un campanello d'allarme tra i dirigenti emiliani.
In mancanza di un prolungamento formale, il Parma rischia di vedersi indebolito sul piano contrattuale e di perdere il giocatore a parametro zero. Lo riferisce TuttoJuve: proprio per scongiurare uno scenario simile, la finestra di calciomercato di gennaio potrebbe trasformarsi nel primo reale crocevia per il destino dello spagnolo. Senza novità sul rinnovo, la sessione invernale rappresenterebbe infatti una delle ultime occasioni utili per la società per cedere il cartellino e monetizzare l'addio del giocatore. La Vecchia Signora, in questo senso, potrebbe strappare lo spagnolo ad un prezzo di saldo.

Sulle tracce del talento spagnolo si posizionano da tempo diverse società italiane ed estere, pronte ad approfittare della fase di stallo. Tra le pretendenti maggiormente interessate spicca la Juventus, che ha già valutato il profilo di Bernabé nei mesi scorsi e rimane alla finestra, pronta a inserirsi con decisione qualora le dinamiche contrattuali aprano margini concreti per la trattativa. Le prossime settimane e la sessione di riparazione invernale saranno quindi decisive per definire una volta per tutte il futuro del giocatore.

Il Chelsea continua a guardare con interesse ad Alessandro Bastoni. Secondo quanto riportato da TEAMtalk, il club londinese starebbe valutando il difensore dell'Inter tra i profili più adatti a completare il reparto arretrato a disposizione di Xabi Alonso. I Blues sarebbero infatti alla ricerca di un centrale capace di interpretare al meglio una difesa a tre, modulo nel quale Bastoni ha costruito gran parte della propria carriera ai massimi livelli con la maglia nerazzurra.

Non c'è Manuel Locatelli, finito ko 5-6 mesi per l'intervento di sutura del menisco esterno del ginocchio destro, ma la Juventus può certamente affidarsi ad un altro leader in spogliatoio: Pierre Kalulu. Il francese classe 2000 ha trovato la sua realtà in bianconero, dopo l'ultimo periodo a vuoto nel Milan, e tutti alla Continassa lo riconoscono pienamente come cardine del progetto ormai. Il futuro dovrebbe continuare ad essere a Torino.
Secondo quanto rivelato dalla Gazzetta dello Sport, la Vecchia Signora sta riflettendo sul rinnovo da proporre a Kalulu. Al momento il 26enne è legato da un contratto valido fino all'estate del 2029, con stipendio da 2,5 milioni di euro: dopo una stagione in prestito alla Juventus, il club bianconero ha saldato complessivamente 14 milioni che potrebbero salire a 17 milioni per via de bonus, ma Luciano Spalletti insieme alla dirigenza avevano optato per trattenerlo la scorsa estate. Ora è tempo di discutere dell'adeguamento del contratto per fargli raggiungere lo status di senatore.

Carlos Cuesta, infatti, non è più l'allenatore del Parma. Ad ufficializzare il divorzio la stessa società con un comunicato.
"Parma Calcio 1913 - si legge nella nota - comunica che Carlos Cuesta non è più l’allenatore della prima squadra maschile. A seguito di un confronto interno tra società e allenatore, si è convenuto che non vi erano più i presupposti tra le parti per proseguire il rapporto professionale, in particolare in merito allo sviluppo del progetto sportivo. Sono venute a mancare, infatti, le condizioni necessarie affinché si potesse proseguire il lavoro intrapreso e si è giunti a questa decisione condivisa". Per il futuro il nome caldo è quello di Gilardino.

JOAO FELIX: “VOGLIO TORNARE IN EUROPA” -

L'Arabia Saudita gli ha restituito fiducia e continuità, ma João Félix non considera chiusa la sua esperienza nel grande calcio europeo. L'attaccante portoghese, protagonista anche con la Nazionale con il gol decisivo contro il Galles, ha raccontato ad AS i suoi progetti: "Ho pensato, anche se forse non subito, a un ritorno in Europa. Non so se sarà alla fine di questa stagione o della prossima, ma voglio tornare". La Champions League rappresenta una delle motivazioni principali: "Giocare in Europa, giocare in Champions League, giocare con le migliori squadre del mondo ti dà una motivazione in più". Félix si sente intanto trasformato dall'esperienza all'Al Nassr: "Mi sento un giocatore migliore, capisco meglio il gioco e i momenti della partita. Ora mi sento molto più maturo".


A 19 anni ha già conquistato Europeo e Mondiale con la Spagna ed è diventato uno dei volti più riconoscibili del calcio mondiale, ma Lamine Yamal continua a tenere ben separati il personaggio pubblico e la propria vita privata. Intervistato dal Guardian, il talento del Barcellona ha parlato del legame con Rocafonda, quartiere ricordato anche attraverso il "304" mostrato con le mani dopo i gol. "Nessuno conosce il vero Lamine. Assolutamente no. Solo la mia cerchia ristretta sa cosa penso, come sono fatto. La gente non ne ha la minima idea". Una riservatezza che nasce proprio dalle sue origini: "Lì, meno la gente sa di te, più sei felice e più tranquilla è la tua vita. Ovviamente mi piace la vita da calciatore, ma vorrei anche vivere in pace, una vita normale".

La pressione legata al campo, invece, non rappresenta un problema: "Ci sono momenti in cui mi piace la pressione. Mi piace scendere in campo quando ci sono grandi aspettative". Yamal distingue però tutto questo dalle responsabilità della vita quotidiana: "Non resto mai a casa a pensare: 'Ho giocato malissimo, non ho vinto il Pallone d'Oro, non abbiamo vinto il campionato'. È una questione di responsabilità, perché ho la mia famiglia". Ed è proprio alla famiglia che lega anche il senso della sua carriera: "Ho sofferto, ho lottato con loro, abbiamo attraversato momenti difficili. Devo prendermi cura della mia famiglia".

Il passaggio più personale riguarda i sacrifici compiuti dai genitori: "Nel calcio non c'è paura. Ho visto mia madre lottare perché io potessi giocare a calcio. Ho visto mio padre raccogliere rottami per le strade perché io potessi mangiare. Questa è paura". Oggi la situazione è completamente diversa e Yamal individua proprio qui la propria serenità: "Se mia madre o mio padre avessero bisogno di qualcosa, potrei aiutarli. Non ho più quella paura, ed è l'unica paura che potrei avere nella vita".

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Immagine editoriale di Enzo Bucchioni
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