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Como, Ludi: "Non voglio e non posso commentare le parole di Baldini. Kean? Giocatore diverso"

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Simone Lorini
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Simone Lorini
Oggi alle 21:00Serie A
07.10.2026 21:00Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Carlalberto Ludi, ds del Como, ha parlato a margine del premio Gentleman a Milano della ripresa del campionato, che metterà i lariani contro la Roma: "La verità è che è una grande partita, ne siamo consapevoli. Una partita tra due ottime squadre. Una che può essere la rivelazione degli ultimi anni e una che è candidata invece dal mio punto di vista a competere più lo Scudetto, che è la Roma. Due grandissimi allenatori con identità forte e quindi mi aspetto che al netto del recupero post nazionali, dopo una sosta così lunga, c'è un minimo di incognita in più. Mi aspetto che ci sia spettacolo, agonismo, divertimento, passione. Tutto quello che queste due squadre sulla carta promettono".

Vi sentite anche voi una squadra da Scudetto? Nel vostro cuore?
"No, non ci abbiamo mai pensato. Così come non abbiamo pensato alla Champions l'anno scorso, noi pensiamo a lavorare. Cesc, che ha vinto più di tutti, ha sempre detto che gli obiettivi si pongono durante la stagione, non a bocce ferme. Quando ha vinto i trofei logicamente l'ha costruito quotidianamente. Cercare di migliorare, cercare di capire dove possiamo migliorarci, dove possiamo crescere e andare in quella direzione".

Si è aperta la successione in Argentina a Messi e alla sua 10: Paz merita quella maglia?
"Innanzitutto glielo auguro perché è un ragazzo straordinario. Lasicamo perdere il calciatore, lo vedete tutti, lo elogiate tutti, lo elogiamo noi, siamo fortunati di averlo da tre anni. Ma è un ragazzo straordinario. Se la 10 è una maglia così importante e deve andare sulle spalle di un uomo di valore, oltre che di un calciatore molto forte, penso che Nico abbia le carte in regola. Dopodiché sono troppo di parte e ho la dimensione troppo grande per potermi esporre, ma io posso testimoniare che Nico Paz è un signor giocatore innanzitutto, ma soprattutto un grande uomo".

Direttore, torna il campionato, ma torna anche la Champions League settimana prossima. L'esordio è stato non proprio così banale. Le chiedo se può essere l'obiettivo è la qualificazione al turno successivo di Champions League, un obiettivo molto concreto adesso per il Como?
"Dire molto concreto dopo una partita sarebbe paradossale. È la prima volta che competiamo in Champions League nella storia del Coma. È la prima volta per tanti protagonisti di questa squadra, è la prima volta per il direttore sportivo, è la prima volta da allenatore per Cesc, e quindi i nostri successi dobbiamo costruire giorno su giorno. Sarò ripetitivo, ma continuo a testimoniarlo. Ora noi pensiamo alla Roma. La Champions League non sappiamo paradossalmente quando sarà. Dopo la Roma comincerò a pensare forte a quello che sarà la gara con Feyenoord. Ma la sfida di quest'anno è quella di tenere alto il livello di energia e il livello fisico ogni tre giorni, cosa che non siamo abituati. E si fa solo lavorando partita per partita e lavorando sul campo in maniera funzionale a quello che è l'impegno più immediato".

Tre settimane di pausa per le nazionali sono troppe?
"Non sta a me dire se sono troppo o sono poche, nel senso che è una data a FIFA, e quindi il nostro dovere è quello di adeguarci a quelli che sono elementi che non possiamo controllare. Però io penso che abbiamo lavorato bene in questa sosta, abbiamo avuto 15 nazionali, che è un numero enorme. Sono rientrati quasi tutti a parte Nico e da domani cominceremo a focalizzarci sulla partita, che di fatto al netto di due o tre settimane, fra quattro giorni, cinque giorni, avremo questo grande confronto e vogliamo essere pronti".

Giocate in maniera meravigliosa, adesso aspettate anche i gol di Moise Kean:
"Cesc ha questo stile di gioco che fortunatamente è riuscito a pervadere i giocatori, ha questa identità netta, questa identità che ci appassiona, ci emoziona, e in cui Moise, secondo noi, si sposa perfettamente. È un giocatore diverso da quello che avevamo, è un giocatore determinante, è un top player italiano, e quindi sappiamo, non solo speriamo, sappiamo che farà le fortune del Como".

Cosa pensate della Sampdoria in Mancini e Vialli, il Verona di Bagnoli, il Leicester in Inghilterra. C'è ancora spazio perché una squadra come il Como, in questo caso, possa ambire a un'impresa così straordinaria? Cosa serve eventualmente?
"Le previsioni è giusto che le facciate voi. La sorpresa dell'anno scorso è stata per noi un obiettivo centrato a un certo punto della stagione. Torno sempre lì, all'inizio della stagione volevamo fare molto bene, e Cesc a un certo punto, circa dopo la metà, ha detto possiamo farcela. Se lavoriamo in un certo modo possiamo farcela. Ora siamo veramente all'inizio. Io dico sempre che quando cambi 7-8 giocatori, cambi squadra. Noi non dobbiamo fare l'errore di pensare che è la stessa squadra più 7 giocatori. L'identità, il soggetto sportivo che si crea è un'altra squadra. Quindi noi siamo in una fase ancora di costruzione, sarà paradossale, ma sia dal punto di vista metodologico che culturale, la cultura, la mentalità della squadra è un aspetto che dobbiamo ancora lavorarci. Fra qualche partita, anzi meglio, fra qualche mese, vi potrei dire con un po' più di certezza dove potremo arrivare".

Cosa pensate delle parole di Baldini che ha detto che il calcio italiano è rappresentato più del Frosinone che dal Como?
"Una cosa che non posso e non voglio non commentare è l'allenatore dell'Under 21, un allenatore stimato, una persona stimata. Penso che Cesc abbia portato dal canto suo un'energia, un modello interessante anche per tutto il sistema italiano, un allenatore visionario. Abbiamo ragazzi comunque che stanno facendo la fortuna del campionato italiano, quindi va benissimo la sua opinione, rimane un'opinione. Lavoriamo in maniera funzionale, pensando e sperando di portare un contributo di valore anche al calcio italiano".

Fonte: da Milano, Antonello Gioia

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