Calciomercato no stop - Indiscrezioni, trattative e retroscena del 31 ottobre
ZACCAGNI SI È RIPRESO LA LAZIO MA FORSE ANCORA NON L'ITALIA: MANCINI PUÒ LASCIARLO DI NUOVO FUORI. DUELLO IN FIGC, L'EX AD DELL'INTER PAOLILLO: "GALLIANI CONOSCE IL CALCIO MEGLIO DI MALAGÒ”. JUVENTUS, SPALLETTI: "CARNEVALI PERFETTO. FIDUCIA DEL CLUB? DOMANDA UN PO' PROVOCATORIA"
Il pallone è tornato a parlare la lingua di Mattia Zaccagni. Il capitano della Lazio sembra aver ritrovato brillantezza, personalità e incisività sotto la gestione Gattuso, come dimostrato dalla prestazione al Mapei Stadium contro il Sassuolo dove ha trovato un gol e due assist, per un totale di tre partecipazioni alle reti biancocelesti. I numeri certificano il momento d'oro: cinque assist in campionato, che ne fanno il miglior suggeritore della Serie A. Otto, invece, le partecipazioni complessive alle marcature, al pari di Noslin. Un rendimento che ricorda quello delle ultime grandi stagioni di Luis Alberto.
Il nodo rigori
Non mancano, però, le note stonate. Zaccagni ha fallito due degli ultimi tre calci di rigore, contro Napoli e Sassuolo, interrompendo una serie di cinque trasformazioni consecutive. Al Mapei Turati gli ha negato la gioia del gol dal dischetto, evidenziando un problema che Gattuso potrebbe affrontare valutando una nuova gerarchia, con Taylor già indicato in estate come alternativa. Intanto, contro il Cagliari, prossimo avversario della Lazio, il capitano cercherà di confermare il momento positivo.
Ancora out dalla Nazionale?
La rinascita in biancoceleste potrebbe non bastare per riconquistare la Nazionale. Come riferito da Il Messaggero, Zaccagni rischia infatti di rimanere fuori anche dalle prossime convocazioni per gli impegni di Nations League contro Francia e Belgio. Le scelte di Mancini sembrano orientate anche verso profili più giovani, in ottica dei prossimi appuntamenti internazionali. Un paradosso per il miglior assistman del campionato: protagonista con la Lazio, ma ancora lontano dalle gerarchie azzurre.
Nel corso dell'intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb.com l'ex ad dell'Inter, Ernesto Paolillo, ha parlato del duello in FIGC fra Malagò e Galliani. Ecco le sue dichiarazioni.
Presidenza FIGC: lei è team Galliani o Malagò?
"Galliani. Assolutamente Galliani. Conosce il calcio molto meglio di Malagò, è da tanti anni in questo mondo e sa bene quali sono le riforme da fare. E poi non mi sembra che Malagò come presidente designato e poi come commissario abbia preso scelte giuste. Ricordo che c'è stata tanta confusione, a cominciare dalla scelta dell'allenatore".
Il tecnico rivendica il suo status: "Non ho bisogno di essere ovattato o avere discorsi, sono abituato a tanti momenti vissuti in carriera".
La Juventus domani vivrà una serata molto importante per se stessa e per il futuro di Luciano Spalletti, che in conferenza stampa ha commentato anche le parole dell'amministratore delegato bianconero Giovanni Carnevali: "È stato perfetto perché ha toccato i tasti giusti perché ha preso l'attenzione di tutte le componenti della società e i presenti. È stato chiarissimo".
Ha percepito la fiducia della società?
"Domanda un po' provocatoria. Io dal mio punto di vista non ho bisogno di tante cose o di essere ovattato. Io sono abituato a tanti momenti carichi di difficoltà. Non ho bisogno di essere ovattato, avere dei discorsi. Sono abituato a tanti momenti vissuti in carriera, carichi e incredibili di difficoltà. Non ho bisogno di niente, solo della reazione della squadra che devo riuscire a far trovare. Non chiedo cose impossibili ai miei calciatori, solo cose che hanno nelle loro corde e possibilità. Ho voglia di vincere le partite. Se qualcuno pensa che io abbassi o arretri di un pezzettino del mio lavoro, del mio obbligo, della mia ricerca, gli conviene cominciare ad aspettarsi qualcosa di diverso. Qualsiasi siano i risultati da qui in avanti".
CALCIO ESTERO
IL MANCHESTER UNITED NON CAMBIA ALLENATORE? CARRICK: "MI ASPETTO DI ESSERCI CON LA ROMA”. IL LILLE VINCE GRAZIE A GIROUD, IN GOL ANCORA A 40 ANNI: "HO DETTO CHE È IL MIO ULTIMO ANNO..."
Michael Carrick commenta il 2-0 subito dal Chelsea e non teme l'esonero: si aspetta di guidare il Manchester United martedì contro la Roma.
Nona partita consecutiva senza vittorie per il Manchester United e posizione sempre più delicata per Michael Carrick, ma il tecnico non sembra aspettarsi un esonero immediato e ha dichiarato di ritenere che sarà regolarmente in panchina martedì, in Champions League contro la Roma. Intervistato da TNT Sports dopo il 2-0 subito dal Chelsea, Carrick ha analizzato così la partita: "Non siamo riusciti a ingranare nel secondo tempo. Avremmo dovuto essere in vantaggio già nel primo tempo. Tutto è andato per il meglio, come speravamo. Siamo sembrati davvero pericolosi". Poi il crollo nella ripresa: "Abbiamo trovato il modo di crollare nel secondo tempo. Un gol evitabile subito e poi il rigore, eravamo proprio in difficoltà. La partita si è completamente ribaltata".
Carrick: "La situazione è precipitata rapidamente"
Carrick non ha voluto puntare il dito contro Lisandro Martinez, espulso in occasione del rigore che ha portato al 2-0 di Palmer. Alla domanda se fosse deluso da uno dei giocatori più esperti della squadra, ha risposto semplicemente: "No". Il tecnico ha invece sottolineato il momento complicato attraversato dall'intero ambiente: "C'è molta emozione. Siamo una grande squadra di calcio, ma vogliamo vincere le partite. I tifosi si impegnano molto e pagano un sacco di soldi per vederci giocare".
Carrick fotografa Chelsea-Manchester United
Quindi la fotografia della giornata di Stamford Bridge: "Oggi si è visto che i ragazzi avevano la partita sotto controllo, ma poi le cose ci sono andate molto male e la situazione è precipitata rapidamente. C'è molta emotività in questo momento". Martedì contro la Roma potrebbe diventare una partita decisiva anche per il futuro di Carrick.
Ci crediate o meno, non è solamente Cristiano Ronaldo a segnare a valanga anche in età avanzata. A 40 anni infatti Olivier Giroud ieri ha deciso il derby del Nord di questo venerdì tra Lilla e Lens in Ligue 1 (1-0), mettendo a segno il gol della vittoria all'86° minuto. Entrato in campo a 20 minuti dalla fine, l'ex Milan ha approfittato di un pallone respinto nella sua zona da Risser, su una potente conclusione di Bentaleb, per far tremare la rete e far esplodere lo stadio Pierre-Mauroy.
A fine gara tutti gli sguardi erano rivolti verso il centravanti francese che ha consegnato tre punti nelle mani di Davide Ancelotti, salendo al 2° posto provvisorio in classifica del campionato francese. Qual è il suo segreto di longevità? Lui ha risposto: "Se vuoi durare, devi fare il lavoro duro", quanto detto ai microfoni di Ligue 1+. "Aiuta a farsi trovare pronti quando l'allenatore ti chiama in causa". In questa stagione ha raggiunto quota 3 reti in 11 partite, saltando solamente il match contro il Monaco: "Ho detto all'allenatore che mi sentivo bene", ha spiegato.
"Ho detto al mister che l'head performance coach (capo preparatore atletico) mi ha riferito che sono stato io ad aver corso di più contro il PSG a inizio stagione. L'anno scorso ho fatto 14 km contro il Belgrado, dato che eravamo andati ai tempi supplementari. Mi sento bene", ha rivelato Giroud. "Non è perché ho detto che è probabilmente il mio ultimo anno che non bisogna fare affidamento su di me. Al contrario, spronerò i ragazzi a dare ancora di più il massimo. È un bene per noi, per la squadra e per l'allenatore avere uno che non molla niente in qualsiasi circostanza. Si continua finché c'è il divertimento e il corpo ti permette di proseguire. Darò il 100% fino alla fine della stagione", ha promesso.






