Lazio, Gattuso: "Nessuna pressione dal primo posto. Vogliamo continuare a sorprendere"
Live TMW13.45 - Torna in campo da capolista la Lazio di Gennaro Gattuso dopo le tre settimane di sosta per le nazionali. I biancocelesti ospiteranno domani alle ore 15 il Monza di Ivan Juric allo Stadio Olimpico. Il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso tra pochi minuti presenterà la sfida di domani in conferenza stampa dalla sala stampa del centro sportivo di Formello. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.
14.00 - È iniziata la conferenza stampa di Gennaro Gattuso.
Qual è il bilancio di questa sosta lunghissima? Come ha ritrovato i nazionali e cosa si aspetta dalla partita di domani?
"Mi aspetto di essere belli svegli e di non farci sorprendere. Il Monza è una squadra giovane con coraggio ed energia, ci vengono a prendere con intensità e veemenza. Bisognerà essere pronti, ci vuole grande umiltà. Sembra una partita facile, ma vi posso assicurare che non sarà così. Ci vorrà una grande Lazio. È stata una sosta particolare, abbiamo lavorato e riposato. Molti giocatori hanno avuto minutaggio, qualcuno è tornato gasato dalla nazionale e con minutaggio nelle gambe. Li ho visti bene, dentro all'intensità che cerchiamo e devo dire che sono molto contento per come sono tornati e come si sono allenati".
Come sta Pinamonti? Noslin è avanti in attacco?
"Per me è facile, adesso le decisioni stanno a me. Non solo Pinamonti, tutti devono stare tranquilli e farò di tutto per dare minutaggio a tutti. È normale che quando c'è la disponibilità dei giocatori poi devo fare delle scelte, sono contento per come si sta allenando e per come sta migliorando".
Come sta Provstgaard? Può giocare dall'inizio o può riposare? Qual è la situazione Pellegrini?
"Sta bene, lui ha il fisico da iron-man e gli piace lavorare. È vero che è quasi oltre i mille minuti di campo giocato, vedremo domani ma sta bene e si è allenato e va a mille all'ora come tutti gli altri. Su Pellegrini è semplice, io parlo non solo con lui ma con tutti i giocatori. Luca sa le dinamiche societarie, questa è una roba societaria e vediamo cosa succederà. La società sa il mio pensiero, fin quando i giocatori sono qua vanno trattati bene e da professionisti. L'ho messo in campo nelle amichevoli, si allena con la squadra, quando è stato infortunato si è curato e si è sempre messo a disposizione, non è mai stato fuori rosa. Sta alla società decidere se integrarlo o meno".
Quanto la crescita della squadra passa da una maggiore qualità nel palleggio?
"Secondo me è il contrario, se con queste squadre palleggi e non guardi in avanti rischi di perdere palla. Noi dobbiamo andare in avanti, questa è la mia idea di calcio. Fare il 35, 40 o 50% di possesso palla per il momento non conta nulla, noi dobbiamo cercare di conquistare palla vista la pressione ultra-offensiva con 4-5 giocatori in avanti. Non possiamo tornare indietro e palleggiare".
In cosa si aspetta un ulteriore miglioramento della squadra? Punterà su giocatori più riposati o chi è stato coinvolto in nazionale?
"Questi sono ragionamenti e le preoccupazioni che abbiamo con lo staff. Si va sempre alla ricerca di cambiare il meno possibile e andare sulle sicurezze, anche se di certo non c'è nulla. Questi sono i concetti su cui ragioniamo. Sui miglioramenti dobbiamo essere bravi a rimanere in partita come stiamo facendo, in una partita di 90-95 minuti puoi subire l'avversario, ma devi sempre restare in partita. A Venezia è venuto fuori questo, abbiamo fatto un primo tempo di grande sofferenza e poi siamo rientrati in partita nella ripresa. Anche col Milan abbiamo fatto un primo tempo incredibile, mentre dopo il 2-2 pensavo potesse finire in tragedia. Nel finale siamo stati bravi a riprendere la partita e dobbiamo continuare su questa strada".
Ci vorrà più equilibrio rispetto alla sfida contro il Milan?
"In questo momento vogliamo giocare in un certo modo e se vogliamo fare determinate cose vanno fatte al 100%. Sappiamo bene cosa vogliamo e dobbiamo fare, sicuramente è una partita dove bisogna essere svegli a livello mentale e sapere bene che giocate dobbiamo fare. Loro hanno intensità, ti vengono a prendere e non hanno paura. Noi dovremo avere coraggio e capire bene come fargli male. Il primo posto in classifica non interessa, a noi interessa solo la partita di domani contro il Monza. Non ho vertigini o pressioni, ci vuole umiltà e la voglia di continuare a sorprendere come abbiamo fatto fino a oggi".
Ha parlato del talento di Tavares. Oltre a lui ci sono altri giocatori di quel livello?
"Ho detto che io odio le persone lavative, persone che hanno grandissimo talento e pensano che non si può migliorare. Ho conosciuto tantissimi campioni e ho giocato con otto palloni d'oro, posso garantire che la differenza la fanno l'umiltà e il lavoro. Ho visto tanti giocatori che hanno tantissimo talento ma che stanno sempre lì a fare il compitino, per me questo è uno spreco. Nello sport il lavoro paga sempre. Se siamo lì in classifica è merito di questi ragazzi, ma dobbiamo continuare a pedalare. Stiamo provando a fare qualcosa di nuovo e vedo entusiasmo, so che si fa fatica e certe volte vedo facce affaticate. I ragazzi però hanno capito che se vogliamo giocare così c'è solo una strada ed è quella di andare forte".
Ha studiato un modo per riscattare il credito con Frattesi dopo le sue parole in Francia?
"Io sono molto diretto con tutti. Ricordo cosa gli ho detto quando ero ct, sono stato diretto perché non mi sarei sentito a posto con me stesso se non lo avessi fatto. Le caratteristiche e le qualità di Davide le conosciamo tutti, per un periodo si era smarrito e seduto un po', abbiamo avuto la fortuna di sentirci dopo che sono venuto qua. L'ho spinto a fare la scelta, non era obbligatorio per lui venire qua, ma questo lo faccio con tutti i giocatori. Ho sempre avuto un bellissimo rapporto con i miei calciatori, spesso è girata la voce che avevo problemi con presidenti e giocatori, ma io non porto rancore. Se vedo che dall'altra parte c'è onestà e intelligenza a me piace. Io ho un difetto, quando si scende in campo voglio che si facciano le cose come si deve. Se qualcuno ha problemi a casa o ha fatto serata può venire nel mio ufficio e li mando a casa 1-2 giorni perché bastano un paio di giocatori che vanno piano e ti rovinano un allenamento. Mi viene facile il rapporto con i giocatori".
Cosa ha detto al gruppo per tenere i giocatori sul pezzo?
"È stato facile, li abbiamo fatti lavorare forte e poi li abbiamo fatti riposare perché abbiamo spinto tanto ed è stato giusto stare con le loro famiglie, tranne Cancellieri che l'ha combinata grossa. Gli davo i contentini, poi tornavano e li ammazzavamo a livello lavorativo".
Ci può fare la tempistica sugli infortunati?
"Non faccio il dottore, ho fatto uscire apposta il comunicato stamattina. La cosa migliore è che viene il dottore un giorno e spiega le dinamiche e come stanno proseguendo i recuperi dei giocatori. Voglio essere onesto con voi, con Marusic c'era la speranza di recuperare prima, sul resto siamo sulla strada che dovevamo seguire. Cataldi si allena da 5-6 giorni con la squadra".
Su Gudmundsson nello specifico il riferimento sono due mesi di stop? Come gestirà le poche soluzioni in attacco?
"Per questo dico che è meglio che ne parli un medico. Lui deve rimanere col tutore ancora 10-12 giorni, poi valuteremo quello che sarà il recupero. Domani partono i migliori tre nel tridente e a gara in corsa vediamo cosa succederà".
Lei cosa ha chiesto alla società su Pellegrini? Non sapendo se sarà bloccato il mercato, ha parlato anche del mercato svincolati?
"La società sa quello che penso. Noi abbiamo due posti ancora da inserire in lista e la società sa cosa penso, questa non è una roba mia ma della società. Io parlo tutti i giorni con il direttore sportivo, con il presidente invece si parla poco di calcio. Dobbiamo capire a livello umano e calcistico i tanti aspetti che vanno valutati. Questo è un gruppo che lavora e sta bene, bisogna essere molto bravi a non commettere errori, credo fortemente in questo. Dipende cosa ci offrirà il mercato e cosa si può fare, l'importante è non sbagliare nulla a livello umano".
Ha parlato nuovamente con il presidente della questione tifosi?
"Io non posso parlare del problema tifosi, diventa anche stucchevole se ne parlo sempre, anzi meno ne parlo e meglio è perché vai a toccare argomenti delicati. Qualsiasi cosa dici viene strumentalizzata, meno si parla e meglio è. Per me è una pena giocare in uno stadio come l'Olimpico senza i tifosi, da oggi non parlo più di questa cosa. È una cosa che riguarda il presidente e i tifosi".
14.22 - È terminata la conferenza stampa di Gennaro Gattuso.
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