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Morace: "Malagò è stato eletto, eviterei il commissariamento. Servono riforme"

Alessandra Stefanelli
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Alessandra Stefanelli
Oggi alle 11:34Serie A
03.10.2026 11:34Serie A
Morace interviene sul momento della FIGC, difende Malagò e chiede più competenze, riforme e un progetto concreto per il calcio femminile.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Carolina Morace, intervistata da La Repubblica, ha analizzato il momento delicato della FIGC e la situazione legata alla posizione del presidente Giovanni Malagò. L'ex attaccante della Nazionale ha espresso la propria contrarietà all'ipotesi di un commissariamento, chiedendo invece di lasciare al dirigente il tempo necessario per intervenire con le riforme. "Si è cercato un cavillo, evidentemente il presidente Malagò non è ben visto dai ministri Abodi e Giorgetti. C'è chi gli ha dato il via libera per candidarsi, e adesso dicono che non poteva farlo? Io stimo Giovanni. Penso che la cosa più importante sia avere su quella poltrona qualcuno che lavori non per la propria rielezione, ma per produrre cambiamenti. Eviterei il commissariamento e darei il tempo a Malagò di fare le riforme, compreso pensare a qualcosa per far giocare di più i giovani".

"Mi sembrano strane certe dichiarazioni"

Morace ha poi affrontato il rapporto tra sport e politica, soffermandosi sulle recenti prese di posizione istituzionali. "Per un governo che si dichiara estraneo alle questioni interne al Coni mi sembra quanto meno strano le dichiarazioni di un ministro sulle scelte dei due vicepresidenti. Per non parlare del favore espresso nei confronti di Mancini". Secondo l'ex nazionale, però, il dibattito dovrebbe concentrarsi soprattutto sui problemi strutturali del calcio italiano, a partire dalla formazione dei giovani. "Le selezioni giovanili fanno bene, ma non si riesce a tradurre il calciatore di talento in uno di alto livello. Si chiede troppo e subito, la gente parla ma non conosce nulla dei vivai". Poi aggiunge: "Abbiamo nel sistema persone che vogliono arricchirsi con il calcio, fanno i loro interessi. Poi c'è un altro tema".

"Servono persone preparate"

Uno dei punti centrali del ragionamento di Morace riguarda la necessità di affidare i ruoli dirigenziali a figure realmente preparate. "Non è che perché sei stato un grande calciatore allora puoi fare il dirigente, quella è un'altra cosa. Abbiamo bisogno di persone preparate, con una qualifica, non del grande nome". L'ex attaccante cita quindi Filippo Galli come esempio positivo: "Filippo Galli è bravo, ragiona con cognizione di causa. Ma noi quelli che ci sanno fare li teniamo fuori".

Su Bianchedi: "La sua scelta mi ha sorpresa"

Morace ha commentato anche le dimissioni di Diana Bianchedi dall'incarico di capo delegazione della Nazionale. "Sinceramente ero rimasta sorpresa dal suo incarico. Penso che una persona dell'ambiente del calcio sarebbe stata una scelta più rispettosa nei confronti del nostro mondo". La stima personale nei confronti di Bianchedi, tuttavia, resta intatta: "Premesso questo, Diana è una grande professionista e, al di là di quanto è stato detto e scritto, credo che la sua sia stata una scelta per poter votare liberamente nella prossima giunta Coni".

"Il calcio femminile ha bisogno di un progetto"

Spazio anche al calcio femminile, sul quale Morace chiede una strategia precisa e di lungo periodo. "Inutile dire che crediamo nel femminile se non c'è uno straccio di programma. Chi dovrebbe parlare sta zitta". L'ex attaccante mette inoltre in discussione la sostenibilità dell'attuale modello professionistico: "Oggi si basa sul fondo del governo. Senza un progetto, il professionismo andrà a morire".

"Malagò è stato democraticamente eletto"

In chiusura, Morace è tornata sulla possibilità di un commissariamento e sulle possibili conseguenze per il calcio italiano. "Se ci sarà il commissariamento, il calcio dovrebbe prendere posizione. Malagò è stato democraticamente eletto il 22 giugno".

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