Non sarà Claudio Ranieri il prossimo commissario tecnico della Nazionale italiana. Dopo un lungo corteggiamento, la FIGC deve arrendersi di fronte al rifiuto espresso dall'allenatore di Testaccio a proposito della possibilità di raccogliere l'eredità lasciata da Luciano Spalletti.
Il no di Ranieri alla Federazione è arrivato così: dopo aver incassato il sì dei Friedkin, Gravina ha avviato le interlocuzioni con Ranieri, che si è detto entusiasta della possibilità e disponibile a parlare di un ruolo in azzurro. Il principale tema da dover risolvere rimaneva quello del doppio incarico e della possibilità di farlo. Gravina ha sottoposto un memorandum, che il proprietario della Roma ha valutato con Ranieri: a quel punto, il passo indietro del tecnico, che ha scelto di concentrarsi sui suoi impegni con la Roma e di non percorrere più la strada verso la panchina azzurra.
Come sottolinea Tuttosport distribuito stamani in edicola, non è la prima volta che in Federazione si riflette su un possibile conflitto di interessi. Nel 2016 per esempio c'era la possibilità di un ritorno a Coverciano nel ruolo di direttore tecnico per Marcello Lippi, che però dovette rinunciare per stroncare sul nascere le possibili polemiche attorno al lavoro di procuratore di suo figlio Davide.






