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Esclusiva TMW

Il Papu Gomez incorona Messi: "Ha superato Diego. Non c'è più dibattito"

Esclusiva TMW
Ludovico Mauro
autore
Ludovico Mauro
Oggi alle 18:07Serie A
07.10.2026 18:07Serie A
Nel giorno dell'addio alla Nazionale di Messi, il Papu Gomez parla a TMW e racconta la Pulce, gli anni di Bergamo, Gasperini e il suo futuro
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

"Sto benissimo. Mi sto allenando ogni giorno con la squadra, mi sto ambientando. Soprattutto al caldo, più che altro: ancora le temperature sono alte, l'afa è pazzesca, questo è l'unico vero problema. Per il resto sta andando tutto bene. Anche la famiglia si sta ambientando bene. Come al solito c'è da trovare casa, scuola, muoversi... però sono tutte cose che abbiamo già fatto in passato". Alejandro Gomez ha scelto Tuttomercatoweb.com per parlare del suo futuro, del suo presente al Forte Virtus (club che sta facendo ben parlare nel calcio di Dubai) e dell'addio all'Argentina di Leo Messi.

Il Papu e la Pulce hanno vinto tutto insieme, dalla Copa America al Mondiale passando per la Finalissima, e nel giorno dell'Ultimo Tango del fuoriclasse di Rosario con l'Albiceleste ne ha rimarcato l'eredità enorme che lascia alla Nazionale: "Innanzitutto è una grandissima perdita per la Nazionale argentina. Stiamo parlando del miglior giocatore della storia del calcio, il leader in assoluto della Nazionale. Quindi per noi sarà un vuoto che sarà difficile riempire. È una scelta che va rispettata, quella di Leo. Ha dato tutto, lo ha detto lui. Lascia in pace perché veramente ha vinto tutto e, dopo tante critiche e tante cose, ha lasciato un legame incredibile nella Nazionale".

Ha portato con sé per tanti anni l'ombra di Maradona, ma alla fine si è costruito la sua storia.
"Sì, penso che lui dal primo giorno si sia voluto staccare da Diego e costruire la sua strada. Fino a poco tempo fa tutti dicevano che gli mancava il Mondiale. Adesso ha vinto il Mondiale, ha vinto tutto. Penso che non ci sia molto da pensare, per me: lo ha superato calcisticamente in tutto, Diego. Poi ti può piacere o no, però per me lo ha superato ampiamente. Per me non c'è dibattito".

Che rapporto ha con Messi?
"Diciamo che siamo un po' della stessa generazione: io '88, lui '87. Io sono cresciuto sotto la sua ombra, guardandolo con tantissima ammirazione, cercando sempre di guardarlo per migliorare qualcosa, anche se è impossibile. Ho avuto la fortuna di giocare con lui tre anni e vederlo fare cose che non avevo visto fare a nessuno. Quindi è stato un esempio in tutti i modi, sia dentro al campo che fuori".

Il ricordo più bello con lui? Forse il Mondiale in Qatar?
"Ci sono stati tanti momenti. Penso che il più autentico sia magari la Copa America del 2021, perché è stato il primo titolo che ha vinto lui con la Nazionale maggiore. Penso che con questo titolo ci siamo tolti un gran peso e poi abbiamo giocato la Coppa del Mondo diversamente, senza pressione".

Scaviamo nel suo passato. Difficile non citare l'Atalanta.
"Tutti i miei ricordi più belli nel mondo del calcio sicuramente sono a Bergamo e all'Atalanta. Quindi cerco di seguirla, di stare attento. Sono un tifoso in più. Mio figlio più grande è tifosissimo dell'Atalanta, quindi cerchiamo di seguirla e di stare attenti a tutto. Speriamo che adesso con Sarri possa ripartire con un progetto nuovo".

Cosa ha pensato quando ha visto l'Atalanta vincere addirittura l'Europa League?
"Era nell'aria. Le mancava solo questo, vincere un titolo, perché dopo dieci anni di tanti successi e di un percorso straordinario, sia societario sia calcistico, si meritava di vincere un titolo, di alzare un trofeo. Purtroppo non siamo arrivati noi, non abbiamo avuto la fortuna di alzare un titolo, la mia generazione di giocatori. Però è arrivata poi un'altra generazione con una grandissima squadra ed è riuscita ad alzare un trofeo che si meritava".

Sarri può aprire un ciclo vincente e bello come è stato il vostro con Gasperini?
"Sarà molto difficile fare un percorso come lo ha fatto Gasperini: dieci anni di successi. Io glielo auguro, però è difficile. Poi devono cambiare tante cose perché il calcio di Sarri non è il calcio di Gasperini. Quella squadra, dopo tanti anni di giocare nella stessa maniera con Gasperini, si deve abituare a fare un altro calcio. Quindi speriamo che abbia tempo Sarri e che possa costruire qualcosa di importante".

C'è qualche giocatore dell'Atalanta di oggi che ti ruba l'occhio particolarmente?
"Mi piace Samardzic, ma anche De Ketelaere".

Sempre sul suo passato, non dimenticherà mai gli anni 'argentini' di Catania.
"Beh, pensa che mio figlio più grande è nato là, quindi per noi Catania ha un posto speciale nel nostro cuore. Purtroppo non mi hanno cercato, se mi avessero chiamato da Catania per chiudere la carriera sarei andato di corsa. Però non c'è stata questa possibilità e mi dispiace. Ma guardo con un bellissimo ricordo quello che abbiamo fatto nella storia della società. Abbiamo creato un gruppo straordinario che ancora oggi continua a far parlare di sé. Tanti argentini e la gente se lo ricorda. Mi hanno fatto ricordare Catania, quindi questo penso che sia stato il legame più forte che abbiamo lasciato tutti lì".

Quindi chiuderebbe volentieri la carriera al Catania, se la chiamassero?
"No, ormai sono qua, quindi la mia carriera sta andando verso questa direzione, cercando di fare questi ultimi anni di calcio e poi dedicarmi ad altro. Però penso che sarà l'ultima squadra".

Gasperini l'ha citata poco fa tra i giocatori più forti che ha allenato...
"So bene l'affetto che ha verso di me Gasperini, per tutti gli anni che abbiamo vissuto, per quello che abbiamo costruito insieme. Sono stato il suo capitano per cinque anni, quindi questo è indimenticabile. Mi fa piacere che ci sia questo paragone con grandi calciatori come Dybala e speriamo faccia molto bene lì alla Roma".

Può vincere lo Scudetto?
"Tranquillamente. Oggi vedo la Roma come una squadra forte, che sa quello che gioca. Se la Roma è in salute e i giocatori forti sono in salute, per me è la squadra che può lottare contro l'Inter per lo Scudetto".

Com'è nata la scelta di sposare un progetto come quello dell'Forte Virtus?
"Io già da anni volevo fare un'esperienza negli Emirati perché con la famiglia volevamo vivere questa esperienza. Ogni anno venivamo in vacanza, avevamo un po' questa idea. Dicevamo sempre: "Cavolo, che bello sarebbe magari fare qualche anno qua, vivere qui". Poi è capitata l'opportunità. Io ero a Padova, ero fuori progetto e quindi non volevo ovviamente restare lì senza giocare. È capitata questa opportunità, l'ho presa al volo e abbiamo deciso velocemente di venire qua".

Sa già cosa farà dopo la carriera?
"Ancora no, sto cercando di scoprirlo. Piano piano, con diverse cose, sto cercando di capire dove possa essere il mio posto nel mondo del calcio. Per il momento so che allenatore non sarò. Poi vediamo il resto. Per il momento cerco di godermi questa esperienza. Vogliamo fare qualche anno di vita qua e vediamo se si aprono altre porte per il futuro".

© Riproduzione riservata

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