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Il tecnico delle occasioni mancate. Montella, una carriera tra brillanti intuizioni e brusche frenate

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Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 18:56Serie A
09.10.2026 18:56Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

L’esonero dalla panchina della Turchia chiude uno dei capitoli più importanti della storia di Vincenzo Montella allenatore, un percorso iniziato con grandi promesse e caratterizzato da momenti di calcio esaltante, ma anche da alcune difficoltà nel dare continuità al proprio progetto.

Una costante che lo accompagna da quando ha cominciato a sedersi in panchina. Dopo una splendida carriera da attaccante conclusa nel 2009, l’Aeroplanino ha iniziato nella capitale, alla guida della Roma, dove nel 2011 ha avuto la prima esperienza da tecnico subentrando a Claudio Ranieri. La vera consacrazione arriva però a Catania, nella stagione 2011/12, quando costruisce una squadra spettacolare, capace di proporre un calcio offensivo e moderno, chiudendo il campionato con il miglior piazzamento della storia del club etneo in Serie A.

Il periodo viola è d'oro

Quelle idee gli valgono la chiamata della Fiorentina, dove vive il periodo probabilmente più esaltante della sua carriera italiana. Tra il 2012 e il 2015 guida una squadra talentuosa con giocatori come Giuseppe Rossi, Borja Valero, Cuadrado, Gonzalo Rodriguez, Joaquin e David Pizarro, conquistando due quarti posti consecutivi e raggiungendo la finale di Coppa Italia e le semifinali di Europa League. La sua Fiorentina viene apprezzata per qualità del gioco e identità, tanto da essere considerata una delle realtà più interessanti del calcio italiano.

Dal Milan alla Turchia

Il rapporto con il club viola termina però in modo controverso nell’estate 2015. Da lì inizia una fase più complicata: prima la breve esperienza alla Sampdoria, poi la chiamata del Milan nel 2016. Con i rossoneri conquista la Supercoppa Italiana contro la Juventus, unico trofeo del club in una fase complicata, ma non riesce a dare continuità al progetto e viene esonerato nel novembre 2017. Dopo una parentesi al Siviglia, chiusa dopo pochi mesi, Montella torna in Italia alla Fiorentina nella stagione 2018/19, senza però riuscire a ripetere il passato. La seconda tappa all'estero è invece proficua: all’Adana Demirspor, in Turchia, ritrova entusiasmo e risultati, conquistando la qualificazione europea e guadagnandosi la fiducia della Federazione turca.

La chiamata della Nazionale nel 2023 sembrava rappresentare la grande occasione al momento giusto. A 49 anni, Montella raccoglieva i cocci di una squadra reduce da anni complicati, portandola ai quarti di finale di Euro 2024 e soprattutto al ritorno al Mondiale dopo 24 anni. Un percorso che aveva trasformato il tecnico italiano in una figura molto amata dal pubblico turco. Il finale, però, è stato amaro: proprio il Mondiale e il disastroso avvio di Nations League con quattro sconfitte consecutive hanno cancellato rapidamente il credito accumulato.

A 52 anni è a un bivio decisivo

Un esonero che arriva così dopo una parabola particolare: Montella resta un allenatore capace di costruire squadre riconoscibili e di creare entusiasmo, ma spesso costretto a fare i conti con la difficoltà di mantenere quei picchi di rendimento nel lungo periodo. A 52 anni, il tecnico campano si ritrova quindi davanti a un nuovo bivio: la sua carriera racconta di grandi intuizioni, piazze conquistate e calcio propositivo, ma anche di separazioni improvvise e progetti interrotti prima del definitivo salto di qualità. La sfida ora sarà trasformare anche questa delusione nell'ennesima ripartenza.

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