Il Torino e Abate, la svolta per evitare guai: "Sarà un mese importante, in palio punti vitali"
Gli alibi sono finiti con la lunga pausa e il calendario diventa meno proibitivo rispetto all’inizio di fuoco, così Ignazio Abate e il suo Toro devono cominciare a dare risposte. Anche lo stesso allenatore ne è ben consapevole: “Entriamo in un mese importante, vogliamo partire con il piede giusto perché in palio ci sono punti vitali” il messaggio lanciato all’antivigilia della partita contro l’Udinese. La sua squadra ne ha ottenuti appena quattro in cinque giornate, il presidente Urbano Cairo e il direttore sportivo Gianluca Petrachi si sarebbero aspettati un altro tipo di partenza ma il Toro è stato costruito in ritardo e senza tanti pezzi fino alle ultime ore di calciomercato estivo.
Le tre settimane di pausa per le nazionali, però, sono state come una sorta di “nuovo ritiro” per chi è rimasto sotto la Mole: “La sosta ci è stata molto utile, abbiamo aumentato i carichi per chi era arrivato per ultimo e alcuni ragazzi hanno giocato tanto con le rispettive selezioni - la riflessione di Abate - e ho rivisto tutti con voglia ed entusiasmo, ci stiamo preparando al meglio”. Nella testa del tecnico continua a “frullare” l’idea di passare alle due punte: “E’ un’opzione importante, molto di più rispetto a prima, anche perché ho cinque attaccanti e otto centrocampisti da dover sfruttare al meglio - ammette in conferenza stampa sul possibile passaggio al 3-5-2 - ed è un’ipotesi valida già per la partita di lunedì contro l’Udinese”. Con il Cholito Simeone intoccabile, il ballottaggio che si apre è quello tra Kulenovic e Adams: “Il primo ha i 90 minuti nelle gambe e il secondo no perché viene da un mese di stop, ma esistono le staffette - precisa Abate - e poi abbiamo ancora Zapata che ha dato continuità al lavoro anche se manca di brillantezza e Pellegri che mi ha sorpreso per la condizione nella quale l’ho ritrovato: ha il veleno dentro per dimostrare il suo valore, l’età è ancora dalla sua”.
All’appello mancherà soltanto Fortini, il quale andrà valutato quotidianamente per risolvere problemi di pubalgia, e adesso il Toro è davvero al completo: “Siamo in 24, per giocare bisogna sgomitare e non possiamo avere gente che stia nella comfort zone - spiega l’allenatore - ma questo sarà un aspetto importante perché in questo modo si alza la competizione interna: è il gruppo a fare la differenza, voglio giocatori che pensino al noi anche perché non vado d’accordo con chi pensa all’io”.
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