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Zola e l'Europeo vinto dall'Italia di Vialli: "Tutti vedevano la sua intesa con Mancini"

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Daniele Najjar
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Daniele Najjar
Oggi alle 17:07Serie A
01.10.2026 17:07Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB

A Trento è iniziato il Festival dello Sport. Nel corso del panel "Vialli forever" - tenutosi presso il Teatro Sociale di Trento - è intervenuto l'ex fantasista di Cagliari, Napoli, Chelsea e Parma, Gianfranco Zola. Di seguito le sue dichiarazioni raccolte da TuttoMercatoWeb.com.

Eravate due talenti diversi.
"Assolutamente, aveva il suo modo di interpretare le cose. A volte è stato anche oggetto di discussione fra me e lui, soprattutto quando uno era allenatore e l'altro giocatore. Lui voleva non solo che io facessi le cose, ma che le facessi come voleva lui. Per esempio gli dicevo: 'Vuoi che vada a prendere la palla in quella zona del campo e io ci vado, ma poi lasciami fare quello che voglio!', e si discuteva (ride, n.d.r.)".

Era un mix di talento e anche fantasia?
"Parlerei dell'intelligenza. Le qualità fisiche e tecniche le conosciamo tutti. Tutti lo hanno visto, ma la vera forza di Luca era l'intelligenza calcistica. Sapeva sempre dove andare, come usare gli avversari per appoggiarsi su di loro. A chi era addetto a marcarlo lo dicevano sempre gli allenatori: 'Attento perché lui ti usa in campo'. Era veramente di una intelligenza superiore".

Sul suo apporto alla Nazionale all'Europeo vinto?
"A volte la realtà di una squadra è fatta dalla gestione di alcuni momenti. Era importantissimo avere persone con l'esperienza e l'intesa che avevano lui e Mancini per aiutare i giocatori a gestire la situazione. Si vedeva la forza di quella squadra, tutti si muovevano in una direzione e lo facevano anche con i loro limiti. Non eravamo i più forti, ma avevamo le idee chiare e si vede nella gestione dei momenti difficili, come la finale che fu complicata".

Fonte: Dal Festival dello Sport a Trento

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