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Llorente sincero: "Via Spalletti dalla Juve? Cambiammo Ancelotti a Napoli e non servì a niente"

Yvonne Alessandro
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Yvonne Alessandro
Oggi alle 08:44Serie A
31.10.2026 08:44Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Alla vigilia di Juventus-Napoli i nervi sono a fior di pelle, in casa bianconera è scattato il ritiro per il momento di difficoltà estrema dei ragazzi di Luciano Spalletti, lontani sei punti dalla zona Champions e reduci dal terribile ko di Genova. Fernando Llorente, ex attaccante della Vecchia Signora, ha rilasciato un'intervista a TuttoSport per presentare la sfida tra le due formazioni e analizzare il momento che stanno attraversando.

Prime sensazioni

A proposito del ritiro al J Hotel da parte della Juve, il 41enne ha annuito: "A Napoli ne abbiamo fatto uno nel 2019. Ma lo penso ancora oggi: non era il momento perché non era una cosa decisa dai giocatori e dall’allenatore. In questo caso, se ha agito direttamente Spalletti, sicuramente ha fatto benissimo: è lui l’uomo che gestisce la squadra ed è quello che conosce meglio la situazione dentro allo spogliatoio". Poi ha aggiunto: "È un momento che serve per alzare la soglia d’attenzione di tutti. Poi ogni giocatore lo vive in maniera diversa: chi ha famiglia lo fa sempre mal volentieri, inutile negarlo, mentre ai giovani non cambia più di tanto la routine quotidiana. Sono convinto, a maggior ragione dopo aver visto la squadra a Genova, che la Juve abbia bisogno di un momento per compattarsi".

Cosa manca alla Juve?

Llorente ha provato ad analizzare il caso della Juventus e cosa stia davvero mancando per incidere sulla stagione, senza peli sulla lingua: "Alla Juve manca un po’ tutto. Sono arrivato a Torino che avevamo una squadra composta da un’ossatura di italiani. Poi c’erano anche giocatori che facevano la differenza come Tevez, Vidal e Pogba. Eravamo una squadra molto solida, unita e con alcuni fuoriclasse. E poi sono convinto che manchino anche simboli di juventinità come Del Piero o Marchisio, qualcuno che abbia coscienza del mondo Juve e che lo sappia trasmettere ai nuovi arrivati".

Passaggio chiave

E se la soluzione fosse cambiare allenatore alla Juventus? Llorente ha un'altra idea in merito: "Quando noi cambiammo Ancelotti a Napoli non servì a niente: la squadra aveva dei problemi con la società e quelli non cambiarono, avevamo un male più profondo rispetto all’allenatore. Penso lo stesso dell’attuale Juve: i giocatori devono lavorare ancora più forte, sforzarsi di più, lottare e aiutarsi. Prima partendo dalla solidità difensiva e poi pensando a delle soluzioni per fare. qualche gol in più". Llorente ha poi proseguito con il paragone: "Quando c’era Ancelotti a Napoli avevamo un rapporto magnifi co con lui, anche se i risultati non arrivavano. Avevamo solo bisogno di tempo. Ora è giusto che la Juve si guardi allo specchio e trovi delle strade percorribili per uscire dalla crisi: l’allenatore da solo non può fare nulla, è giusto che i giocatori trovino una soluzione".

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Immagine editoriale di Niccolò Ceccarini
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