Un anno fa la prima conferenza stampa di Spalletti alla Juve: ricordate cosa diceva?
TMWPrimo novembre 2025. Dopo la decisione della Juventus di esonerare Igor Tudor e dopo una partita con Brambilla in panchina vinta 3-1 contro l'Udinese, a Cremona iniziò ufficialmente l'avventura sulla panchina bianconera di Luciano Spalletti. Il giorno prima, esattamente un anno fa, la sua prima conferenza stampa da allenatore della Juventus. Ricordate le sue parole e i suoi propositi?
Le parole di Spalletti nella prima conferenza stampa alla Juventus
"Voglio rientrare nel giro dello Scudetto", è il titolo che diede Spalletti a quella prima conferenza stampa. "Il nostro obiettivo deve essere quello, ci sono ancora tantissime partite all'orizzonte e io ne ho viste di tutti i colori nei miei trent'anni di professione". Il manager di Certaldo era arrivato anche per cambiare assetto tattico, per abbandonare quella difesa a tre che adesso, invece, è tornata d'attualità.
E poi su Teun Koopmeiners, uno dei grandi punti di domanda da quando è sbarcato a Torino, rispondeva così: "Secondo me è un mediano-mezzala, lo dice la sua storia. Ingabbiato e con le spalle girate nei pressi di un’area difensiva avversaria non ha le stesse qualità". Infine in generale sulla rosa a disposizione: "Questa squadra ha delle potenzialità, ne sono sicuro. Se non pensassi questo, non sarei venuto. Perché avrei dovuto accettare un contratto di 8 mesi?" Quegli otto mesi di contratto si sono tramutati poi in un accordo valido fino al 30 giugno 2030, anche se per ora - domani sarà esattamente un anno - Spalletti non è riuscito a centrare nessuno dei suoi obiettivi sul campo.
Il campo però ha detto tutt'altro
Nella scorsa stagione la Juventus infatti non solo non è rientrata nella lotta Scudetto, ma non è nemmeno riuscita a chiudere tra le prime quattro del campionato. Quest'anno dopo nove turni ha meno punti di un anno fa e, in generale, le prime 50 partite del manager di Certaldo sulla panchina bianconera raccontano di una situazione in peggioramento. Se appena insidiatosi ha conquistato dieci vittorie, quattro pareggi e una sola sconfitta, nelle ultime quindici gara il ruolino di marcia dice sette successi, quattro pareggi e altrettanti ko. Tre vittorie in meno, tre sconfitte in più.
Contro il Napoli si gioca il posto
Quella di domani allo Stadium sarà una gara da dentro o fuori. E chi ci sarà di fronte? Già, proprio quel Napoli che ad oggi rappresenta il punto più alto della sua carriera da allenatore e di cui proprio un anno fa parlava così: "A Napoli è venuta fuori una cosa superiore, per la bellezza del calcio che abbiamo fatto e per quello che abbiamo portato a casa, uno scudetto bellissimo. Ed è stato un rapporto con quella gente particolare, e rimarrà intatto da parte mia. Stamattina ho donato il sangue e me lo sono fatto tirare dall'altro braccio per non rovinare il tatuaggio. Per me non cambierà niente e avrò sempre tantissimi amici a Napoli. Una città che mi rimarrà sempre nel cuore al di là delle scelte personali".






