La Juventus costruisce e spreca, buon gioco e pochi punti
Direi che siamo sostanzialmente tutti d’accordo: con l’arrivo di Luciano Spalletti la proposta di gioco della Juventus è progressivamente migliorata, ma per migliorare la classifica servono i punti. Non è che a fine stagioni se arrivi 6° puoi chiedere di essere ammesso alla prossima Champions League perché “hai giocato bene”.
Contro il Lecce, purtroppo, i bianconeri hanno confermato la tradizione negativa contro le peggiori difese della Serie A: pareggio contro Torino, Fiorentina e ora i salentini.
Il “moderno e propositivo” Di Francesco si è presentato all’Allianz Stadium con un catenaccio degno del miglior Nereo Rocco e ha avuto ragione, perché se ne torna in Salento con un punto preziosissimo. Come vedete, anche gli allenatori offensivi, quando devono fare punti per non essere cacciati, si piegano alla fase difensiva. E non bisogna assolutamente fargliene una colpa, anzi deve essere un vanto. La colpa è di chi non è riuscito ancora una volta a scardinare una squadra sulla carta nettamente inferiore.
Nel primo tempo la Juve è partita subito forte, creando tanto soprattutto sull’asse Cambiaso-Yildiz, ma sprecando anche tanto, complice una condizione tutt’altro che invidiabile di David. Poi, però, è successo che uno dei migliori della prima frazione di gioco, proprio Cambiaso, oltre a sbagliare un gol quasi clamoroso, ne combina una delle sue con un passaggio orizzontale nei pressi della propria area spalancando le porte al vantaggio dei salentini.
A inizio ripresa, con Zhegrova al posto di un impresentabile Conceicao, la musica non cambia, anche se i tanti palloni messi in mezzo dal Kosovaro e Yildiz finiscono quasi sempre preda dei difensori giallorossi. Il rigore concesso in maniera sacrosanta, in questo senso, era una manna dal cielo, ma David calcia troppo male e giustamente viene ipnotizzato da Falcone. Il resto è storia, con un arrembaggio finale sospinto anche da un cambio di modulo (4-2-4) con ingresso di Openda. Niente, gli avanti della Vecchia Signora hanno continuato a sbagliare tanto e alla fine Di Francesco se la gode.
Morale della favola: la Juve gioca bene, ma servono i punti e se ogni tot di vittorie, perdi o pareggi vanifichi semplicemente il percorso precedente. Ci vuole pazienza, la squadra è questa e se gli errori sono costanti nonostante i cambi di allenatore, non ce la possiamo ora di certo prendere con Spalletti.











