Bufera su Mbappé in Cina: persi tre contratti dopo la battuta social su Mao Zedong
Kylian Mbappé finisce nell'occhio del ciclone in Cina. L’attaccante del Real Madrid ha perso tre accordi commerciali con aziende cinesi dopo la diffusione di un video nel quale avrebbe scherzato su Mao Zedong. Il filmato ha provocato indignazione nel Paese asiatico; la vicenda ha assunto dimensioni rilevanti anche a livello istituzionale, tanto che il ministero degli Esteri cinese ha definito "naturale" la reazione della popolazione nei confronti di parole o comportamenti ritenuti offensivi verso i sentimenti nazionali: "Qualsiasi dichiarazione o atto che ferisca i sentimenti del popolo cinese incontra naturalmente il rifiuto comune dell’intera società".
A scatenare la controversia è stata la diffusione online di un filmato in cui Mbappé parla dei meme realizzati su di lui. Il francese racconta di aver trovato divertente un fotomontaggio nel quale il suo volto sarebbe stato sovrapposto a quello di una figura che lui stesso definisce "un dittatore cinese". La reazione degli sponsor è stata immediata: tre aziende che utilizzavano l’immagine del fuoriclasse francese, i colossi Dongpeng (bevande), Mengniu (prodotti lattiero-caseari) e Milkground (formaggi), hanno annunciato la fine immediata della collaborazione con Mbappé, motivando la decisione con una politica di "tolleranza zero" verso dichiarazioni considerate lesive dell’identità nazionale.
Per il capitano della Francia si tratta di un duro colpo sul fronte commerciale, in un mercato come quello cinese dove la sua immagine aveva un forte valore.






