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Che caldo al Mondiale. Il tecnico del Palmeiras: "Ringrazio il santo patrono della pioggia"

Daniele Najjar
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Daniele Najjar
lunedì 16 giugno 2025, 13:41Calcio estero
16.06.2025 13:41Calcio estero
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

"Non so chi sia il santo patrono della pioggia, ma dopo che ha piovuto siamo riusciti a giocare meglio": così il tecnico del Palmeiras, Abel Ferreira, si è espresso dopo la partita pareggiata dai suoi contro il Porto all'esordio nel Mondiale per Club. Evidente l'ironia dell'allenatore nel parlare del caldo.

Anche il suo giocatore di punta, il diciottenne Estevao ha trovato il campo troppo asciutto: "Penso che il campo avrebbe dovuto essere irrigato un po' di più perché la palla rotolava lentamente e questo influenza il ritmo della partita. È stato così per noi e per il Porto. Quando ha iniziato a piovere, la palla rotolava un po' più velocemente".

Anche dal lato del Porto si sono lamentati dello stesso tema. La FIFA ha studiato nel corso dell'ultimo anno quale tipo di erba fosse più adatta allo stadio del New Jersey e alla fine ha scelto un'erba "da stagione calda", resistente alle condizioni locali (inverni freddi ed estati calde e umide). Normalmente, lo stadio è in erba sintetica, utilizzata dalle squadre della NFL New York Giants e New York Jets.

Ferreira ha anche mosso un'altra critica alla FIFA. La partita tra Palmeiras e Porto ha attirato un buon numero di spettatori (46.275), ma lo stadio può ospitarne quasi il doppio (82.500). I tifosi presenti erano distribuiti sui tre livelli, il che non ha giovato all'atmosfera: "Lo stadio è enorme. 46.000 è un numero elevato, ma forse avrebbero potuto chiudere il terzo livello e mettere tutti gli spettatori nel primo e nel secondo, in modo che fosse più compatto", ha detto Ferreira.

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