Clamoroso in Spagna: LaLiga vara il protocollo anti-violenza, ma il Real Madrid fa ricorso
Il 26 marzo scorso, LaLiga ha presentato il primo protocollo ufficiale per prevenire e intervenire in caso di discriminazione, violenza o abusi negli stadi del calcio professionistico. Un’iniziativa che punta a rafforzare “la sicurezza e il benessere nel nostro campionato”, come sottolineato dal presidente Javier Tebas, con il pieno sostegno del ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska.
Il ministro ha inoltre evidenziato come la Commissione statale contro la violenza nello sport stia lavorando a una riforma della normativa vigente dal 2007, con l’obiettivo di intensificare la lotta contro gruppi ultras e fenomeni di razzismo e intolleranza nelle aree circostanti gli stadi.
La presentazione del protocollo si è tenuta al Metropolitano, con il presidente dell’Atlético Madrid, Enrique Cerezo, nel ruolo di anfitrione. “Il calcio deve svilupparsi in un contesto di convivenza, tolleranza e sicurezza”, ha dichiarato, sottolineando come non ci sia “alcuno spazio per molestie o violenza”. Cerezo ha inoltre ribadito l’importanza della prevenzione e della formazione affinché il protocollo non resti solo sulla carta, ma venga applicato concretamente, con il supporto anche della Direzione Generale della Polizia.
Il ricorso del Real Madrid
Nonostante il consenso generale, emerge però una frattura significativa. Secondo quanto riportato da Marca,> il Real Madrid ha presentato un ricorso chiedendo la nullità dell’accordo approvato dalla Commissione Delegata di LaLiga il 20 febbraio 2026, relativo proprio a questo protocollo.
Il club guidato da Florentino Perez ha anche richiesto misure cautelari urgenti, respinte però dal giudice, che ha deciso di ascoltare prima la posizione di LaLiga.
Una presa di posizione che ha sorpreso gli altri club, i quali faticano a comprendere la scelta del Real Madrid di opporsi a un’iniziativa condivisa, soprattutto su un tema così delicato. Secondo diversi osservatori, questa decisione rischia di avere ripercussioni anche sull’immagine del club.
Le motivazioni e il nodo centrale
Alla base del ricorso c’è la contestazione del carattere obbligatorio del protocollo. Il Real Madrid sostiene infatti che il documento avrebbe dovuto essere proposto ai club su base volontaria, mentre LaLiga lo avrebbe trasformato in un sistema vincolante.
Una posizione che appare ancora più singolare se si considera che lo stesso Real Madrid dispone già di un proprio protocollo interno su questi temi, elemento che rende la disputa difficilmente comprensibile sotto il profilo operativo.











