Diomande si è preso il Real: prestazione totale contro il Barça, e quella giocata su Yamal...
Il Clasico del Camp Nou ha consacrato un nuovo protagonista in casa Real Madrid. Oltre alla doppietta decisiva di Kylian Mbappé, la grande sorpresa della vittoria per 2-1 sul Barcellona porta il nome di Yan Diomandé, il talento ivoriano arrivato in estate tra molte discussioni per il costo elevato del trasferimento.
I 140 milioni spesi dai Blancos avevano fatto nascere più di qualche dubbio, soprattutto per un avvio di stagione non semplice. Dieci giornate di Liga dopo, però, il giovane attaccante sta dimostrando perché José Mourinho abbia insistito tanto per averlo a disposizione. La svolta è arrivata con la prima presenza da titolare contro il Rayo Vallecano. Poi la conferma contro l'Elche, fino al ritorno nell'undici iniziale contro il Villarreal, gara nella quale ha trovato anche il gol. Da quel momento, Diomandé non è più uscito dai piani del tecnico portoghese: rete contro il Siviglia, un capolavoro in Champions League contro il Lipsia e una prestazione di assoluto livello contro il Barcellona.
Al Camp Nou l'ivoriano è stato una presenza costante: devastante in fase offensiva e prezioso anche senza palla. Un incubo per la difesa blaugrana, protagonista di un tunnel a Lamine Yamal e fondamentale nell'azione del primo gol di Mbappé, quando ha attaccato la profondità e raggiunto il fondo. Mourinho lo ha tolto soltanto al 94' per guadagnare tempo, inserendo Espí. Una scelta che certifica il peso assunto dal giocatore nello scacchiere del Real.
"Invece di giocare con il numero 25, gioca con il 125 per quello che è stato pagato", aveva detto Mourinho dopo la prestazione contro il Siviglia. Ora, però, Diomandé sembra essersi lasciato alle spalle il peso del prezzo del cartellino. Con il rientro di Vinicius dopo la squalifica si aprirà un nuovo scenario tattico per Mourinho. Ma una cosa appare chiara: il giovane ivoriano è già diventato un elemento fondamentale del tridente del Real Madrid, non solo per ciò che garantisce in attacco, ma anche per il lavoro difensivo che offre alla squadra.






