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L'Irlanda giocherà con Israele, il CT Hallgrimsson quasi sfinito: "Siamo arrivati al limite"

L'Irlanda giocherà con Israele, il CT Hallgrimsson quasi sfinito: "Siamo arrivati al limite" TUTTOmercatoWEB
© foto di Insidefoto/Image Sport
Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 18:42Calcio estero

La nazionale irlandese scenderà regolarmente in campo contro Israele, ma la vigilia della sfida di Nations League è stata segnata da fortissime tensioni interne. I giocatori hanno infatti votato a porte chiuse per decidere se disputare o meno la partita, con la maggioranza del gruppo favorevole alla partecipazione.

La situazione era precipitata nelle ore precedenti, quando il portiere di riserva Gavin Bazunu aveva comunicato al commissario tecnico Heimir Hallgrimsson la propria intenzione di non scendere in campo. Gli allenamenti e gli incontri con la stampa erano stati rinviati, mentre cresceva il timore che altri calciatori potessero seguire la scelta dell'estremo difensore, lasciando il tecnico con una rosa insufficiente per affrontare la gara.

Dopo diverse ore di confronto, i 26 convocati hanno espresso la propria posizione e la Football Association of Ireland (FAI) ha comunicato che una "significativa maggioranza" ha scelto di giocare. La sfida si disputerà domenica a Debrecen, in Ungheria, sede neutrale e senza tifosi irlandesi sugli spalti. In conferenza stampa, il direttore generale della Federazione, David Courell, ha confermato l'esito della votazione senza però rendere pubblici i dettagli delle preferenze. Accanto a lui, un visibilmente provato Hallgrímsson ha spiegato la difficoltà del momento: "Siamo obbligati professionalmente e legalmente a giocare, ma siamo quasi arrivati al limite. Nessuno è a proprio agio nel disputare questa partita. È una situazione in cui non puoi vincere: entrambe le scelte sono difficili".

Il commissario tecnico ha inoltre spiegato che la squadra eviterà alcuni momenti della tradizionale cerimonia pre-partita con gli avversari, come le strette di mano, e indosserà una fascia nera al braccio "in memoria di tutte le vite perse nel conflitto". La decisione arriva dopo settimane di pressioni da parte dei gruppi pro-Palestina irlandesi, che avevano chiesto alla federazione di annullare le sfide contro Israele. I rapporti tra Irlanda e Israele sono peggiorati negli ultimi anni a causa della guerra nella Striscia di Gaza e delle posizioni assunte dal governo irlandese, che nel 2024 ha riconosciuto lo Stato di Palestina.

Anche la federazione israeliana aveva recentemente criticato le dichiarazioni di Hallgrímsson, accusandolo di aver assunto una posizione basata su "ignoranza, ipocrisia e stupidità" dopo che il tecnico aveva parlato del genocidio.

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Immagine editoriale di Luca Calamai
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