Maupay si sfoga: "De Zerbi mi chiamava figlio, ma io i miei figli non li tratto così"
La stagione 2025/2026 è stata una delle più difficili della carriera di Neal Maupay. L’attaccante francese, sotto contratto con il Marsiglia fino al 2028, è stato escluso dal progetto tecnico fin dall’inizio dell’annata, collezionando appena una presenza con la prima squadra prima del trasferimento in prestito al Siviglia durante il mercato invernale. Una situazione che ha lasciato il segno, soprattutto considerando le parole pronunciate qualche mese prima dall’ex allenatore Roberto De Zerbi, che nel febbraio 2025 aveva dichiarato: "Neal Maupay è come mio figlio. Rimarrà al Marsiglia finché ci sarò io. È un esempio dentro e fuori dal campo".
A distanza di tempo, il centravanti è tornato su quella frase e sul periodo vissuto lontano dal gruppo. Pur evitando di attaccare direttamente il tecnico italiano, Maupay ha raccontato le difficoltà affrontate quotidianamente. "Io, in ogni caso, non tratto i miei figli in questo modo. Poi ognuno ha i propri metodi educativi. Quando arrivi all’allenamento e trovi le tue cose sistemate in un prefabbricato in fondo al centro sportivo, quando sei da solo a fare giri di campo e non hai accesso allo spogliatoio, è normale soffrire. Sarebbe una bugia dire il contrario", ha spiegato ai microfoni di RMC.
L’attaccante ha però preferito non rimanere ancorato al passato: "Non voglio restare su questo, devo andare avanti. L’anno scorso è stata una stagione molto complicata per me e infatti ne ho parlato poco. Sono stato messo da parte per gran parte dell’anno, mi allenavo da solo, venivo qui e non vedevo nessuno. Non è stato facile da vivere".
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