Mbappé: "Non sono perfetto, posso sbagliare. Chi pensa il contrario non guarda la tv"
Kylian Mbappé non vuole indossare la maschera della perfezione. Il capitano della Francia, in un’intervista concessa a Onze Mondial, ha parlato del peso della notorietà e della distanza tra l’immagine pubblica di un calciatore e la persona reale che si nasconde dietro il campione. Dal debutto con il Monaco, ormai quasi dieci anni fa, l’attaccante ha vissuto una crescita esponenziale che lo ha portato a diventare uno dei volti più importanti del calcio mondiale, prima con il Paris Saint-Germain, poi con il Real Madrid e con la maglia della Nazionale francese. Un percorso che però, secondo Mbappé, non permette necessariamente alle persone di conoscerlo davvero.
"Chi pensa che io sia perfetto non guarda la televisione". Il numero 10 dei Bleus ha infatti ammesso di avere difetti e di aver commesso degli errori nel corso della sua carriera: "Senza mancare di rispetto a nessuno, chi pensa che io sia perfetto probabilmente non guarda la televisione! Perché penso di aver dimostrato più volte di poter fare delle stupidaggini. E va bene così. Penso che sia anche una cosa positiva".
Per Mbappé, giudicare una persona solamente attraverso ciò che appare davanti alle telecamere è un esercizio complicato: «Nessuno ti conosce davvero attraverso la televisione. È difficile per una persona poter analizzare».
L’attaccante del Real Madrid ha spiegato di aver imparato, proprio grazie alla sua esperienza da personaggio pubblico, a non giudicare gli altri senza conoscerli realmente: "Se dovessi giudicare un attore di cui ho visto solo i film o un presentatore di cui ho visto soltanto i programmi, potrei avere un’opinione completamente diversa dalla realtà. Per questo non emetto giudizi". Mbappé ha poi ribadito anche il suo forte carattere e la convinzione nei propri mezzi, una mentalità che spesso genera discussioni: "So cosa può provocare quando dico certe cose. Ognuno ha la propria mentalità. La mia è questa". Una sicurezza che lo accompagna da sempre e che, secondo il francese, fa parte del percorso di un campione.
Altre notizie Calcio estero






