Mbappé si sacrifica poco? Deschamps lo difende: "Non deve fare 11 km a partita, ma i gol"
Il dibattito sul peso tattico di Kylian Mbappé continua a dividere addetti ai lavori e tifosi. Genio da preservare o talento poco incline al sacrificio? La questione è tornata d’attualità dopo alcune osservazioni sulla scarsa partecipazione difensiva dell’attaccante del Real Madrid. A rispondere è stato il commissario tecnico della Francia, Didier Deschamps, che ha messo in chiaro la sua posizione.
“Questa è la tua analisi, ma non credo che sia così, anche se alcuni giocatori potrebbero correre meno di altri. Se vuoi che percorra almeno 11 km a partita, non preoccuparti, non lo farà”, ha spiegato il CT, ridimensionando l’idea di trasformarlo in un campione del pressing. Poi ha toccato il tema più delicato, quello del carattere: “Kylian può piacere, può non piacere, ma i giocatori più giovani lo adorano. Hai questa immagine di lui come di un ragazzo egoista e individualista, e mentre un attaccante deve certamente essere anche egoista, posso assicurarti che all'interno della nazionale francese si comporta come un vero capitano”.
La linea di Deschamps e quindi della nazionale francese è chiara: Mbappé viene valutato per ciò che produce davanti, non per i metri macinati senza palla. In un calcio che misura tutto, Deschamps ribadisce che il contributo del suo numero uno passa soprattutto dalle reti e dall’influenza sul gruppo. Un modo diverso di intendere la leadership, che il CT considera compatibile con il ruolo e con l’impatto del suo attaccante.











