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Como, il 9-1 al Lens è solo l'inizio: il ds Ludi e Fabregas svelano i progetti per il futuro

Giacomo Iacobellis
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Giacomo Iacobellis
Oggi alle 00:42I fatti del giorno
07.11.2026 00:42I fatti del giorno
Dallo scouting ai risultati, passando per stadio e infrastrutture: il Como programma la propria crescita senza rincorrere (per ora) lo scudetto.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Il 9-1 rifilato al Lens in Champions League ha acceso definitivamente i riflettori sul Como anche a livello internazionale, ma dietro la straordinaria crescita della squadra di Cesc Fabregas c'è un progetto che va ben oltre i risultati del campo. A raccontarne i meccanismi questo venerdì è stato il direttore sportivo Carlalberto Ludi, che ha sottolineato l'importanza del lavoro di scouting e reclutamento costruito dalla società: "La risposta dovrebbe partire dal processo di recruitment che abbiamo costruito internamente, che va dall'algoritmo alla nostra sensibilità tecnica, fino al feedback di Fabregas". Un modello che unisce analisi dei dati, valutazioni tecniche e caratteristiche funzionali all'identità di gioco voluta dall'allenatore. L'esempio perfetto? Anastasios Douvikas, arrivato dal Celta Vigo per 13 milioni e oggi protagonista con già 11 gol stagionali.

Niente ossessione scudetto: la priorità è crescere

L'entusiasmo non manca, ma a Como nessuno vuole bruciare le tappe. Ludi nella medesima intervista ha allontanato le ambizioni scudetto, spiegando che l'obiettivo principale oggi è riuscire a mantenere competitività ogni tre giorni, consolidando un percorso di crescita ancora giovane. Anche mister Cesc Fabregas guarda avanti, consapevole che il salto di qualità passa dalla continuità e dalla capacità di confrontarsi con le grandi d'Europa: "È giusto goderci questo momento perché il gruppo se lo merita, ma il calcio viaggia a velocità altissima. Ai ragazzi ho già detto che dobbiamo archiviare Lens e pensare solo all’Inter. Ci aspetta una partita durissima in casa dei campioni d’Italia in carica, sarà una sfida molto dispendiosa dal punto di vista fisico e mentale, abbiamo poco tempo ma dobbiamo prepararla al meglio".

Stadio, infrastrutture e giovani: gli investimenti del futuro

La crescita del Como, però, non si fermerà alla prima squadra. Sempre Ludi ha individuato nelle infrastrutture, nello stadio e nel settore giovanile le principali aree su cui concentrare i prossimi investimenti, salvaguardando comunque la qualità della rosa. In quest'ottica assume particolare valore anche il percorso di Matteo Papaccioli, giovane cresciuto nell'accademia lariana e capace di trovare il primo gol in Champions League proprio contro il Lens. "Sono molto contento per Papa, tutti noi lo siamo. Quando ha segnato il 9-1 non sono riuscito a trattenermi e siamo andati tutti da lui. Non è stata una mancanza di rispetto ma una reazione istintiva dopo tutto ciò che questo ragazzo ha vissuto. Papa ha iniziato ad allenarsi con noi quando aveva 16 anni, poi si è rotto il crociato ed è stato fuori 9 mesi. È tornato poco tempo fa e ora ha avuto l’opportunità di fare gol", è la fotografia finale del mondo Como concessa dal tecnico spagnolo.

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Immagine editoriale di Niccolò Ceccarini
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