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La doppia vita di Messi con l'Argentina: c'è un Leo prima e uno dopo la morte di Maradona

TMW
Alessio Del Lungo
autore
Alessio Del Lungo
Oggi alle 18:53Serie A
06.10.2026 18:53Serie A
La Pulce ha perso e vissuto molte delusioni, poi, da quando è scomparso il Pibe de Oro, giocando in suo onore, si è tolta tante soddisfazioni.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Di umano in Lionel Messi c'è ben poco, ma se è rimasto ancora qualcosa che non sia comparabile a un alieno forse quello è il suo percorso con l'Argentina. Un esordio da dimenticare, una serie di fallimenti che lo hanno portato addirittura ad annunciare il ritiro dalla Nazionale nel 2016 e infine la consacrazione a icona e simbolo immortale dell'Albiceleste con la conquista di un Mondiale e due Copa America da trascinatore assoluto.

C'è un evento che in qualche modo ha segnato la sua esperienza con la Seleccion ed è la morte di Diego Armando Maradona. Il Pibe de Oro è sempre stato il termine di paragone che ha accompagnato la carriera della Pulce, sia perché sono connazionali, sia perché il 10 ex Barcellona sembrava esserne l'erede designato per caratteristiche. Un accostamento che ha finito per soffocarlo, fino a quando nel 2020 la leggenda nata a Lanus si è spenta. A quel punto Messi ha avvertito forse una responsabilità ancora maggiore sulle sue spalle e ha preso per mano l'intera Argentina del pallone, portandola sul tetto del mondo.

Prima della morte di Maradona

Messi ha mosso i primi passi in Nazionale con José Pekerman, partecipando nel 2006 al primo Mondiale della sua carriera, nel quale giocò 3 partite, segnò un gol e fornì un assist, ma guardò dalla panchina i suoi compagni essere eliminati ai calci di rigore nei quarti contro la Germania. Poi fu la volta di Alfio Basile, con cui nel 2007 invece versò le sue prime lacrime a causa del ko per 3-0 contro il Brasile in finale di Copa America, competizione che lo vide protagonista con 2 reti e 1 assist in 6 partite. L'Argentina decise così di nominare ct Diego Maradona, ma la sua avventura con la Seleccion non andò come sperato e a farne le spese fu anche il fuoriclasse di Rosario, che al Mondiale 2010 giocò 5 gare, fornendo solo un assist e venendo estromesso dal torneo ai quarti con un netto 4-0 dalla Germania.

Il tempo passa, ma i risultati non cambiano. Nel 2011 fu Sergio Batista a mettere Messi al centro del progetto per provare a vincere la Copa America. Il cammino dei sudamericani si concluse già ai quarti ai rigori contro l'Uruguay e il classe '87 chiuse con 4 presenze e 3 assist. Altro giro, altra corsa, senza più alibi e con l'unico obiettivo di sollevare la Coppa del Mondo. Il compito fu affidato ad Alejandro Sabella, che ci andò veramente vicino, perdendo però 1-0 la finale contro la Germania nel 2014. Un duro colpo per la Pulce, autore di 4 centri e 1 assist in 7 match, criticato per la scarsa performance nella notte di Rio de Janeiro.

Ciò che rischiò di cambiare tutto

E pensare che il destino poteva giocarci un brutto scherzo. Il ciclo del Tata Martino è in qualche modo una sliding doors che non si può non menzionare per tutto quello che ha rappresentato. Nel 2015 Messi giocò la Copa America, collezionò 6 gettoni, segnò un gol e finì a referto pure per 3 assist, ma perse l'ultimo atto contro i padroni di casa del Cile ai calci di rigore. La terza delusione con l'Argentina fu dura da digerire, ma il 2016 offrì la possibilità di riscattarsi con la Copa America del Centenario, straordinariamente disputata negli Stati Uniti. Il 10 ci arrivò più carico che mai, realizzò 5 gol e fornì 4 assist in 5 presenze, però nel momento clou fallì il rigore calciando alto nella lotteria dei tiri dal dischetto contro il Cile. A un anno di distanza, un'altra finale persa nel peggiore dei modi e una dichiarazione inaspettata nel post-gara: "Lascio la Nazionale".

Per fortuna poi riuscirono a fargli cambiare idea e lui tornò a incantare con Jorge Sampaoli, che però non riuscì a evitare un'altra disfatta al Mondiale 2018: 4 apparizioni, 1 gol e 2 assist per Messi, solo ottavi per l'Albiceleste. A quel punto l'AFA chiama Lionel Scaloni con l'intento di invertire una tendenza che va avanti da troppi anni. La Copa America del 2019 gli diede la chance di inaugurare al meglio il suo mandato, ma la Seleccion dimostrò di non essere ancora pronta e chiuse terza, perdendo 2-0 la semifinale contro il Brasile. La sua stella steccò, trovando solo 1 gol e 1 assist in 6 sfide.

Dopo la morte di Maradona

Nel giorno più difficile della storia recente di ogni argentino, Messi ha trovato la forza per dare quel qualcosa in più per onorare la memoria del Pibe de Oro. E così ha iniziato a giocare con più leggerezza, chiudendo un cerchio aperto molti anni fa. Il resto è storia recente, fatta praticamente di soli successi, trionfi, sorrisi o, al massimo, lacrime di gioia. Nel 2021 si prende la sua prima Copa America, battendo 1-0 il Brasile in finale con gol di Di Maria, ma il suo contributo è tangibile: 7 presenze, 4 gol e 5 assist. Scusate se è poco. La Finalissima contro l'Italia, vincitrice dell'Europeo, è una formalità: 3-0 con 2 assist e una superiorità quasi impressionante rispetto ai rivali.

L'ultimo tassello

Manca solo il Mondiale per rendere unico qualcosa di raro, Messi lo sa e così va a prenderselo letteralmente nel 2022 con un autentico show in Qatar: 7 gol e 3 assist in 7 apparizioni, 2 reti in finale e un rigore trasformato, utile a sancire il 7-5 con cui viene sconfitta la Francia. La Pulce aveva già un posto tra le stelle di questo sport, ma così è andata a prendersene uno direttamente nell'Olimpo, rimarcando come solo lui sia in grado di arrivare ovunque a qualsiasi età in qualsiasi momento. La Copa America 2024 è il proseguo di qualcosa che sembra non fermarsi mai: l'Argentina domina, batte 1-0 la Colombia ai supplementari in finale e si prende il trofeo anche senza la versione migliore del suo fuoriclasse, il cui bilancio a fine torneo sarà di 1 gol e 1 assist in 5 partite.

L'impresa titanica solo sfiorata

C'è qualcosa ancora da chiedere al Dio del calcio? Probabilmente no, ma Messi non si accontenta, si allena senza sosta e si presenta al top al Mondiale 2026. Ogni partita che passa la gente non crede ai suoi occhi e si domanda come un 39enne sia in grado di portare a spasso le difese avversarie e di riscrivere la storia un'altra volta: 8 apparizioni, 8 gol e 4 assist, ma soprattutto la sensazione di essere imprendibile e inarrivabile per chiunque. Purtroppo per lui la Spagna è stata troppo forte e si è imposta 1-0 ai supplementari in finale, proibendo agli 8,3 miliardi di persone che vivono sulla Terra, spagnoli inclusi, la miglior conclusione possibile di una storia incredibile, la storia di Lionel Messi Cuccittini con l'Argentina.

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