La politica sportiva, con il confronto tra FIFA e UEFA, ma anche il futuro del Manchester City dopo le accuse mosse dalla Premier League. A margine della 33ª assemblea plenaria dell’EFC, in corso al Bella Center di Copenaghen, Joan Laporta ha affrontato alcuni dei principali temi di politica calcistica internazionale. Intervistato da Tuttosport, il presidente del Barcellona ha invitato anzitutto le istituzioni a ricucire i rapporti dopo le tensioni degli ultimi mesi. “Penso che queste tensioni si siano registrate a tutto tondo, anche a livello ‘domestico’ tra le federazioni e le singole leghe nazionali”.
Il numero uno blaugrana non ha indicato responsabilità precise, sottolineando però come gli scontri istituzionali finiscano per produrre conseguenze negative sull’intero movimento: “Questi scontri non portano a nulla. Anzi: sono dannosi per il calcio. Poi bisogna verificare il perché si verifichino e di chi siano le colpe".
Il caso Manchester City: Laporta evita giudizi
Quanto al procedimento che coinvolge il Manchester City e le eventuali conseguenze per il club inglese, Laporta ha evitato di entrare nel merito. Il presidente del Barça ha spiegato di non avere abbastanza elementi per stabilire se il City abbia effettivamente violato le norme della Premier League e, proprio per questo, di non ritenere corretto indicare quale possa essere una sanzione adeguata.
Laporta ha ricordato inoltre i propri rapporti personali con alcuni dei massimi dirigenti del club inglese: “Al City continuo ad avere diversi amici, specialmente Khaldoon Al Mubarak e Ferran Soriano".






