Tardelli e le frasi su Trump e FIFA: "Qualcosa è cambiato. Io vigliacco con Maradona"
TMWAl fianco di Myrta Merlino al Palazzo della Regione di Trento - nel corso del Festival dello Sport - c'è l'ex centrocampista della Juventus, Marco Tardelli. Entrambi sono stati intervistati da Andrea Elefante nel corso del panel "A reti unificate". Ecco di seguito alcune delle dichiarazioni di Tardelli, che ha ripercorso alcuni passaggi della propria carriera.
Un aneddoto su Zoff.
"Quando sono arrivato alla Juventus, la prima volta in cui abbiamo fatto un pranzo di squadra dissi a Zoff: 'Lo sai, anni fa ho fatto il cameriere per te'. Lui prende una forchetta e la fa battere sul bicchiere... din din din. E poi rivolgendosi alla squadra: "Questo m'ha fatto il cameriere tanti anni fa". Sono crollato e sono tornato a sedere (ride, n.d.r.)".
Ci racconta del Mondiale '78, con Bearzot?
"In Argentina stavo giocando male, quando finivo i campionati ero distrutto perché davo sempre il massimo e non mi risparmiavo. Non giocavo bene, lui ogni tanto mi sostituiva anche nelle amichevole. Gli dissi: 'Senta mister, se non ha fiducia in me mi lasci fuori'. E lui: 'Hai perso la testa? Tu fai quello che ti dico io e vedrai che giocherai bene'. Lo ascoltai facendo le cose pian piano e riuscii a fare bene il Mondiale Quando ti guardava, ti entrava dentro".
Cosa successe con Roberto Mancini in Nazionale?
"Eravamo a New York, quando fai le amichevoli in giro sei anche un po' stupidino. La sera prima di rientrare in Italia andammo in giro per New York, c'eravamo io, Paolo Rossi, Cabrini, Mancini. Al mattino, Bearzot si avvicina e dice: 'Da te non me lo aspettavo'. Poi disse a Mancini: 'E tu non verrai mai più in Nazionale'. Lui voleva che Mancini lo chiamasse per scusarsi: se lo avesse fatto, sarebbe stato convocato di nuovo. Non lo ha mai fatto e non è stato più convocato".
Hai perso diversi amici, purtroppo. La morte di un amico rispetto a quella di un altro ti ha lasciato sensazioni differenti, da Scirea a Paolo Rossi?
"No. Quella di Gaetano (Scirea, n.d.r.) purtroppo è stata una morte violenta, capitata casualmente, lui non voleva andare a vedere una partita in Polonia, Boniperti voleva che andasse a vedere la squadra avversaria. Una morte tremenda. Paolo Rossi? Me lo ricordo sempre con l sorriso. Provavi a provocarlo e non ci riuscivi".
Ti esposto molto durante il Mondiale (parlando della FIFA e di Trump per il caso, Balogun, n.d.r., rileggi qui).
"Sì, riferito al Mondiale. Mi sembra che il rispetto delle regole sia cambiato, con Trump qualcosa è cambiato, alla FIFA qualcosa è cambiato. Dissi in TV questa cosa e tutti si spaventarono".
Più che altro ti dissero: 'Ti assumi la responsabilità di quello che stai dicendo'.
"La cosa bella è stata quella di ricevere il giorno dopo le telefonate dalla gente che volev".
E sono uscite delle vecchie interviste di Maradona (sulla FIFA) durante questo Mondiale.
"Lui aveva cercato di creare una associazione della quale fece parte anche Vialli. Io devo dire che lì, vigliaccamente, non ci sono andato. Era un Maradona che per come veniva raccontato in quel momento non mi piaceva. Non lo abbiamo aiutato, ritengo una vigliaccata quella che ho fatto, l'ho detto anche a suo figlio. Lui era per il popolo. Era uno dei pochi che aveva sempre la lingua pronta contro i delinquenti. Ma mai in campo: vi garantisco che mi sono fatto male da solo per dargli dei calci, ma non mi ha ma detto niente. Era una persona fantastica. Avrà avuto dei difetti e fatto errori, ma sarebbe stata la persona giusta per guidare qualcosa di importante. Questo signore bisognava circondarlo in 12 per fermarlo. Una volta lo incontrai e mi disse: 'Ho visto tua figlia in tv che ballava, bellissima, brava, complimenti!'. Che gliene fregava di dirmi così? Lui era così".
Sei stato nel CdA della Juventus. Saresti ancora un bravo dirigente?
"Non lo so se sono capace a fare il dirigente, però sono capace a stare vicino alla squadra. Io nel CdA della Juventus pensavo a cosa dovessi fare, più che dei conti o di altro ho bisogno della vicinanza con la squadra".
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