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Wesley Sneijder al Festival di Trento: "La Champions, Chivu, Mou e il Pallone d'Oro mancato"

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Daniele Najjar
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Daniele Najjar
Oggi alle 19:19Serie A
04.10.2026 19:19Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB

Ultimo giorno per il Festival dello Sport edizione 2026, a Trento. Presso il Teatro Sociale è intervenuto - intervistato da Filippo Conticello nel panel "Il genio del Triplete" - Wesley Sneijder, ex fuoriclasse dell'Inter e della nazionale olandese. Ecco di seguito le sue dichiarazioni raccolte da TuttoMercatoWeb.com.

Ti piace che ti abbiamo chiamato "Genio"?
"Certo che mi piace".

Hai realizzato tutti i tuoi desideri nella tua vita?
"Quando inizi come calciatore hai sogni ovviamente, come io ne avevo a 16 anni. Ne avevo quando ho fatto il primo gol con l'Ajax. Ma quando ero così giovane non riuscivo bene a realizzare: strada facendo raggiungi un obiettivo dopo l'altro e si va avanti così".

Ibra e Chivu nell'Ajax con te: cosa ricordi di te?
"Zlatan era appena arrivato con tutto il suo talento dalla Svezia. Chivu era un giovane, ma già leader, divenne capitano dopo che me ne andai io".

Pensavi che avresti fatto questa carriera?
"No. All'inizio pensai: 'Voglio giocare almeno 5 anni nel campionato olandese e poi andare in un grande club'. Pensavo di dover vincere campionati e la strada era lunga".

Viene trasmesso un video di Chivu che dice: "In pochi secondi è difficile raccontare la stima che ho per te. Grazie per quello che sei stato per me dal punto di visa umano, per la tua serietà e leggerezza nei momenti clou. Ho imparato tanto da te, ti ringrazio per questo".
"Bello, ma ora che è allenatore dell'Inter non mi risponde più! (ride, n.d.r.). Chivu come dicevo era un leader. Era mio compagno di stanza, mi insegnava le parole in rumeno e le parolacce, è un ragazzo straordinario. Incredibile quello che sta facendo all'Inter come allenatore, non era facile prendere quella squadra dopo la finale di Champions persa in quel modo, ha rimesso insieme i pezzi".

A 23 anni vai al Real Madrid: stelle, pressione, perché non abbiamo visto il vero Sneijder?
"Un club incredibile per me, il più grande del mondo, ma anche quello dove c'è più pressione in assoluto. Da tutti: stampa, Paese, la prima stagione penso sia andata bene specialmente in campionato. Non ho avuto una grande seconda stagione. Non ho rimpianti per il fatto che sia andata così. Perché è successo, non ci pensi più. Sicuramente mi sarebbe piaciuto che fosse andata meglio. Al contempo dico: per il fatto che è andata così poi sonoo andato all'Inter (sorride, n.d.r.)".

Come ti ha convinto Mourinho?
"Chivu e Ibrahimovic - che voleva me come numero dieci alle sue spalle - hanno dato il mio numero a Mourinho che ha iniziato a chiamarmi dicendomi che sarei stato l'elemento chiave, con la numero 10, della squadra con la quale voleva vincere tutto. Alla terza chiamata cos' pensai che fosse una cosa folle, mi parlava davvero come se dovessi diventare il giocatore chiave. Poi arrivo e il giorno dopo c'era il derby. E Mourinho mi dice: 'Ho detto che saresti stato l'uomo chiave, domani giochi'".

Quando hai realizzato che si poteva fare il Triplete.
"Dietro eravamo impenetrabili, il centrocampo era fortissimo, davanti Milito buttava dentro ogni cosa. Dopo tre mesi mi sono detto: ok, vinceremo tutto, siamo invincibili".

(Viene trasmesso un video in cui Materazzi lo definisce 'napoletano' e nel quale ricorda quando ha giocato nel 4-0 al Milan dopo essere arrivato). Perché Materazzi dice che sei 'napoletano'?
"Lui lo ha detto, io non so come sono i napoletano. Forse perché dico quello che voglio, quello che penso, lavoro duro, non mi importa quello che pensano gli altri".

Pandev disse che arrivando a gennaio pensava che fosse impossibile vincere, per esempio vedendo Thiago Motta mangiare la carbonara. Come siete diventati un gruppo così?
"Quello che fai fuori dallo stadio non importa quando vinci. Se inizi a perdere cominciano a dirti: 'Basta mangiare la carbonara', o 'basta mangiare il pollo con sopra il formaggio. Devi mostrare le tue qualità in campo".

Ci racconti un aneddoto di quel gruppo?
"Dopo ogni allenamento ognuno andava a casa sua e ci si vedeva il giorno dopo. Quando vincevamo bevevamo qualche birra dopo la partita. Zanetti invece beveva sempre e solo acqua. Dopo la vittoria della Champions invece ha bevuto la Coca Cola e si è ubriacato con la Coca Cola (ride, n.d.r.). Davvero, eh!".

Cosa ci dici di Zanetti?
"Per me Zanetti era già una leggenda, ma quando ho iniziato a giocare con lui è diventato la vera leggenda per me. Era davvero dappertutto in campo, era sempre lì per te, penso che la frase 'c'è solo un capitano' descriva perfettamente Zanetti".

Avevi la sensazione che per Mourinho sarebbe stata l'ultima all'Inter, a Madrid?
"C'erano dei rumor sul fatto che sarebbe andato al Real Madrid, ma in quel momento pensavamo solamente a battere il Bayern Monaco. Ed eravamo davvero convinti fin dal giorno prima che avremmo vinto".

16 anni dopo Mourinho è ancora Special, o ha perso il tocco magico?
"Ce l'ha ancora, altrimenti il Real Madrid non lo avrebbe mai richiamato. Il Real come dicevo prima ha molta pressione dall'esterno e diventa sempre difficile vincere con questa pressione. Ma gli ho augurato buona fortuna e di vincere".

Dopo il Triplete fai 5 gol al Mondiale e vai vicinissimo a vincerlo.
"È stata la mano di Casillas a decidere che non avremmo vinto il Mondiale, questo è il calcio. Sul Pallone d'Oro: non me ne frega un c***o del Pallone d'Oro, io ho vinto la Champions con l'Inter!".

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