Caso Vinicius-Prestianni, cosa rischia l'argentino: l'art. 14 del regolamento UEFA è chiaro
Il caso esploso durante l’andata del playoff di UEFA Champions League tra Benfica e Real Madrid (0-1) rischia di avere conseguenze pesantissime per Gianluca Prestianni. Dopo il gol decisivo di Vinicius Junior, l’esterno brasiliano ha accusato l’argentino di avergli rivolto un insulto razzista. L’arbitro François Letexier ha immediatamente attivato il protocollo antirazzismo, sospendendo temporaneamente la partita. Diversi giocatori del Real Madrid, tra cui Kylian Mbappé, hanno dichiarato di aver sentito chiaramente l’offesa ('mono', cioè 'scimmia'). Prestianni, dal canto suo, ha respinto ogni accusa.
Ora la questione è nelle mani della UEFA, che ha annunciato un'analisi approfondita dei referti arbitrali e delle prove disponibili. Il regolamento disciplinare dell’organo europeo è molto chiaro: l’articolo 14 stabilisce che qualsiasi persona soggetta al regolamento che offenda la dignità umana di un individuo o gruppo per motivi legati, tra gli altri, a razza, colore della pelle, religione, origine, genere o orientamento sessuale, è passibile di una squalifica di almeno dieci partite o di un periodo determinato, oltre ad altre eventuali sanzioni appropriate.
Se la gravità delle accuse fosse confermata, Prestianni rischierebbe dunque una sospensione minima di dieci gare nelle competizioni UEFA. Una sanzione esemplare che potrebbe segnare profondamente la sua giovane carriera.











