I numeri disastrosi di Amorim con lo United. Rimpiangerà di aver lasciato il porto sicuro?
C’è poco da girarci attorno: l’avventura di Ruben Amorim al Manchester United si chiude dopo soli 14 mesi e difficilmente verrà ricordata dai tifosi Red Devils. Il club ha ufficializzato il suo esonero mentre la squadra occupa la sesta posizione in Premier League, con la motivazione - diplomatica - che fosse "il momento giusto per cambiare strada e avere possibilità di risalire la classifica".
I numeri parlano chiaro: 63 partite, 25 vittorie, 15 pareggi e ben 23 sconfitte, con un saldo reti addirittura negativo: 112 segnate e 114 subite, riflettendo l'incapacità di trovare continuità. Con soli 58 punti conquistati in campionato dal suo arrivo in Inghilterra, il Manchester United è non solo distante dalle prime della classe (Arsenal 103, Liverpool, City e Aston Villa 90, Chelsea 81, Newcastle 77) ma è addirittura dietro club meno blasonati come Crystal Palace, Brentford, Brighton, Bournemouth e Fulham.
A pesare sul giudizio è anche la campagna acquisti estiva: circa 250 milioni spesi, con tre attaccanti prelevati per un totale di 75 milioni ciascuno, che finora non hanno reso quanto sperato. Una spesa ingente che non ha tradotto risultati sul campo e ha amplificato il fallimento della gestione Amorim, incapace di integrare i nuovi elementi e di costruire un reparto offensivo efficace. In appena un anno e due mesi, Amorim non è riuscito a imporre un’identità chiara, né a risollevare la squadra da una spirale di risultati deludenti, lasciando un ricordo grigio e una sensazione di occasione sprecata. La scelta del club di intervenire con urgenza sottolinea ancora una volta un aspetto: nessun errore è perdonato, e anche un tecnico di talento come Amorim può ritrovarsi travolto dalle aspettative e dalla concorrenza feroce in Premier League.
Il Manchester United riparte ora da Fletcher, in cerca di stabilità e di un progetto capace di riportarlo ai fasti di un tempo, in attesa di designare il successore di Amorim. Per il 40enne resta il rammarico di un sogno mancato, interrotto prima ancora di consolidarsi, e forse il rimpianto di aver lasciato la sicurezza dello Sporting per una avventura dal destino segnato.











