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Non c'è pace sulla panchina dello United: anche il progetto di Amorim è crollato miseramente

Non c'è pace sulla panchina dello United: anche il progetto di Amorim è crollato miseramenteTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 11:42Calcio estero
Michele Pavese

Non c’è pace sulla panchina del Manchester United. Dopo Sir Alex Ferguson, l'elenco dei successori - Moyes, Van Gaal, Mourinho, Solskjaer, Ten Hag e ora Ruben Amorim - racconta una storia di aspettative schiaccianti e risultati spesso deludenti. Il portoghese, l'ultimo a sedersi sulla panchina dei Red Devils, ne è l’ennesima conferma: 24 vittorie in 63 partite, un bilancio che riflette quanto sia complicato emergere in un club dove il passato pesa come un macigno e il presente viene giudicato in modo minuzioso.

L'ex tecnico dello Sporting ha pagato lo scotto di un destino già scritto: il Manchester United non vince la Premier League dal 2012-13 e, negli ultimi anni, ha visto il City e il Liverpool dominare senza pietà. Il mercato estivo non ha portato le soluzioni sperate e ieri la frustrazione dello stesso Amorim è esplosa in dichiarazioni durissime contro la dirigenza: "Sono venuto qui per essere il manager del Manchester United, non il suo allenatore… Farò il mio lavoro fino a quando qualcuno non verrà a sostituirmi".

Queste parole, senza filtri, raccontano una verità semplice e crudele: guidare i Red Devils significa essere sotto pressione costante, affrontare media e tifosi che non perdonano e cercare di imporre il proprio calcio in un contesto ostile e implacabile. Amorim ci ha provato, ma la panchina più prestigiosa d’Inghilterra è un terreno minato, dove la minima incertezza ti condanna. Il suo addio segna ancora una volta quanto sia fragile il ruolo di allenatore a Manchester: Per il club, adesso, la sfida continua: trovare chi riuscirà a far convivere storia, ambizione e risultati è sempre più complicato.

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