Pallone d'Oro, un giurato denuncia: "Pressioni per non votare Hakimi e favorire un altro"
A quasi una settimana dalla vittoria del Pallone d'Oro di Harry Kane, continuano a emergere retroscena intorno alle votazioni. Dopo il caso delle scommesse sospette sulla piattaforma Polymarket e la denuncia presentata da France Football, a far discutere sono adesso le dichiarazioni di Mustapha Badri, CEO di Al Mountakhab e membro marocchino della giuria. Badri aveva indicato Achraf Hakimi al primo posto davanti a Kylian Mbappé e Lamine Yamal e, intervistato da Africafoot, ha spiegato così la propria scelta: "Non lo nascondo: le mie radici marocchine hanno naturalmente giocato un ruolo nella mia scelta. Ma questo non significa assolutamente che il mio voto sia privo di merito sportivo. Achraf non ha mai vacillato nel suo impegno per il Marocco né nella sua scelta di rappresentare il suo Paese. Le sue statistiche, le sue prestazioni e la sua influenza in campo mi permettono di confermare pienamente la mia decisione. Sono orgoglioso di averlo messo al primo posto perché credo sinceramente che meritasse di essere nominato miglior giocatore dell'anno".
Badri: "Hanno provato a convincermi a votare contro Hakimi"
La parte più pesante dell'intervista riguarda però quanto sarebbe accaduto nelle ore precedenti alla votazione. Badri sostiene infatti di essere stato contattato per modificare le proprie preferenze: "Svelerò un segreto ad Africafoot e vi darò una vera esclusiva. Nelle ultime ore prima del voto ufficiale, alcune persone mi hanno contattato per cercare di influenzarmi e convincermi a votare contro Achraf Hakimi a favore di un altro giocatore, di cui preferisco non fare il nome". Il giornalista marocchino assicura di non aver cambiato idea: "Non ho ceduto a queste richieste, ma questa esperienza dimostra che ci sono tentativi di influenzare questo tipo di votazione". Accuse destinate ad alimentare ulteriormente le discussioni sull'edizione 2026 del Pallone d'Oro, già accompagnata da diverse polemiche nei giorni successivi alla cerimonia.
Dal caso Polymarket alle discussioni sui voti
Le dichiarazioni di Badri si inseriscono dunque in un clima già particolarmente acceso. I voti dei singoli giurati, diventati pubblici sabato, stanno facendo discutere sui social, mentre resta aperta anche la vicenda relativa alle scommesse effettuate sulla classifica finale attraverso Polymarket. Adesso arriva un'accusa differente e altrettanto delicata: un membro della giuria sostiene di aver ricevuto pressioni per favorire un calciatore diverso da Hakimi, senza però rivelarne l'identità. Un'affermazione che, almeno per il momento, resta la versione fornita dallo stesso Badri.






