Più di uno scontro, ma con massima coerenza: le tappe dell'addio di De Zerbi al Marsiglia
Solo pochi giorni prima dell’epilogo, la narrazione era completamente diversa. Pablo Longoria, presidente dell’Olympique Marsiglia, aveva indicato pubblicamente Roberto De Zerbi come l’uomo giusto per aprire un ciclo lungo, arrivando a paragonarlo a Diego Simeone per capacità di costruire identità e continuità all’Atlético Madrid. Due settimane dopo, però, tutto è crollato.
L’avventura di De Zerbi si è chiusa bruscamente dopo l’eliminazione dalla Champions League e la pesantissima sconfitta per 5-0 contro il Paris Saint-Germain, con l’addio ufficializzato nel cuore della notte. The Athletic ricostruisce le tappe dell'addio. In realtà, le prime crepe erano emerse già nell’autunno 2024, quando il tecnico aveva messo in discussione il proprio futuro dopo un 3-1 interno contro l’Auxerre: “Se sono io il problema, sono pronto ad andarmene”, disse allora.
Nel corso dei mesi si sono susseguiti confronti durissimi: dallo scontro in allenamento con Ismaël Koné, poi ceduto in prestito al Rennes, fino alla resa dei conti dopo il ko di Reims e al ritiro punitivo a Roma. Non sono mancati altri casi spinosi, come la gestione di Adrien Rabiot e l’addio di Amir Murillo, accompagnato da critiche durissime.
In mezzo, anche una finale di Coppa di Francia persa ai rigori contro il PSG dopo essere stati avanti fino al 95’. Un percorso tormentato, segnato da tensioni e risultati altalenanti. Eppure - sottolinea The Athletic - sul piano umano De Zerbi lascia un ricordo meno negativo di quanto raccontino gli scontri: anche chi ha discusso con lui non ne mette in dubbio la coerenza. Ma a Marsiglia, questa volta, non è bastato.











