Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche

Senegal, il presidente della federcalcio Sall accussa: "Il Marocco tiene in pugno la CAF"

Senegal, il presidente della federcalcio Sall accussa: "Il Marocco tiene in pugno la CAF"TUTTO mercato WEB
© foto di Imago/Image Sport
Simone Lorini
Oggi alle 14:11Calcio estero
Simone Lorini

A una settimana dalla rocambolesca finale di Coppa d'Africa tra Senegal e Marocco, le tensioni non accennano a placarsi. Dopo le pesanti accuse di Ismaïla Jakobs su un presunto avvelenamento, è intervenuto il presidente della federcalcio senegalese, Abdoulaye Fall, con una durissima video-intervista rilasciata a Séneweb. Fall ha puntato il dito senza mezzi termini contro il potere del paese ospitante: "Bisogna dirlo chiaramente, il Marocco tiene in pugno la CAF: hanno tutto sotto controllo e decidono ogni cosa". Secondo il dirigente, i padroni di casa non avrebbero mai immaginato che un'avversaria potesse realmente contrastarli, trovando nel Senegal l'unico baluardo capace di opporsi a una gestione ritenuta arbitraria.

Il cuore delle polemiche riguarda l'organizzazione logistica nei giorni precedenti la finale a Rabat. Fall ha rivelato il caos legato alla scelta dell'hotel, comunicata ai senegalesi solo all'ultimo momento e inizialmente rifiutata perché situata in una zona troppo rumorosa del centro città. "Un'ispezione preventiva era stata negata", ha spiegato il presidente, "non potevamo alloggiare in quelle condizioni". Solo la minaccia di un comunicato ufficiale e la successiva mediazione di Faouzi Lekjaa, presidente della federcalcio marocchina, hanno permesso di sbloccare una situazione che vedeva la delegazione senegalese priva di sicurezza e di un'accoglienza adeguata, con la sensazione di essere "presi in giro" dai vertici della CAF.

Scontro totale anche sui campi di allenamento: il Senegal ha categoricamente rifiutato di preparare la finale all'interno del modernissimo centro tecnico Mohammed VI, base abituale del Marocco. "Se ti alleni lì, sei completamente scoperto", ha denunciato Fall, "conosceranno ogni minimo dettaglio della tua squadra". Nonostante l'assenza di risposte dalla CAF, è stato nuovamente Lekjaa a intervenire personalmente, convocando Fall nel suo ufficio al Ministero delle Finanze. In quell'incontro, il dirigente senegalese ha ottenuto il trasferimento degli allenamenti al campo secondario del Moulay Abdellah e un drastico potenziamento delle misure di sicurezza intorno al proprio ritiro, con l'istituzione di posti di blocco a diversi chilometri di distanza.

Infine, il presidente della FSF ha sollevato il caso della gestione dei biglietti, lamentando come alla delegazione finalista fossero stati concessi inizialmente solo tre ticket per tutta la rappresentanza. "Il Marocco aveva preso tutto", ha dichiarato, sottolineando l'assurdità di non poter nemmeno acquistare ulteriori ingressi per i propri dirigenti. Ancora una volta, è servito l'intervento diretto di Lekjaa per smistare i senegalesi tra tribune VIP e palchi reali. Una serie di episodi che, agli occhi dei campioni d'Africa uscenti, delinea un quadro di estremo favoritismo e pressioni ambientali volte a favorire il successo dei padroni di casa.

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile