Star al Mondiale, Vozinha non ne può più: "Sceglierei la vita di prima. Ho perso pace e tranquillità"
Una vitta letteralmente stravolta, all'improvviso, lo scorso 15 giugno ad Atlanta. Vozinha ha permesso a Capo Verde di bloccare la Spagna sul pareggio a reti bianche nel primo turno della Coppa del Mondo 2026 e da quel momento niente è stato più come prima. Di fronte ai futuri vincitori del torneo e al loro attacco strepitoso, il portiere di 40 anni ha moltiplicato le parate per regalare al suo Paese un risultato storico.
L'altro lato della medaglia
Da quel momento il suo account Instagram è passato da 56 mila a 1 milione di follower in una sola serata. E il portiere del Chaves, allora nella seconda divisione portoghese, è diventato in un battito di ciglia una star internazionale. Tre mesi dopo la sua partita da sogno contro la Spagna, ora milita nel club cileno del Colo-Colo e spiega quanto sia difficile gestire questa notorietà: "Ho perso la mia pace e la mia tranquillità", confida a The Observer. "Non ho più alcuna vita privata, o quantomeno molto meno di prima. Ora, quando esco, quando vado al ristorante, c'è sempre qualcuno che vuole fare una foto con me o mi chiede un autografo. O, peggio ancora, qualcuno che mi riprende. È la cosa che è cambiata di più nella mia vita e non penso di poterci fare molto".
L'influenza
Nominato tra i dieci candidati per il titolo di miglior portiere alla cerimonia del Pallone d'Oro 2026, prevista il mese prossimo a Londra, Vozinha rimpiange il passato. "Molte persone vogliono essere famose e avere una vita pubblica, ma vedono solo il lato positivo di questa realtà. Ad essere sincero, se mi proponessero di scegliere tra la vita che ho oggi e quella che avevo prima, sceglierei quella di prima", ha confidato l'estremo difensore del Colo-Colo. Mentre la mamma accoglie quasi ogni giorno fan che si presentano presso l'abitazione familiare a Capo Verde, suo padre invece ha scelto di prendere le distanze dai riflettori: "Io non sono lì, quindi non posso aiutarli. Devono imparare a convivere con questa situazione e a fissare dei limiti. Durante la Coppa del Mondo, molte aziende e marchi desideravano lavorare con me. Ma durante la competizione ho accettato una sola collaborazione promozionale, con UFL Mobile".






