Xhaka condannato a due anni di libertà vigilata per aver falsificato il certificato Covid-19
Granit Xhaka, capitano del Sunderland e della nazionale svizzera, ha confermato di essere stato sottoposto a un periodo di prova di due anni dopo aver ammesso le proprie responsabilità in merito all'acquisizione di un certificato di vaccinazione contro il Covid-19 falso. Il centrocampista ha scelto i social media per fare chiarezza sulla risoluzione giudiziaria di una vicenda che negli ultimi tempi ha fatto discutere l'opinione pubblica e condizionato la sua carriera internazionale.
L'ammissione di colpa e il verdetto della Procura
Attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Instagram, l'ex centrocampista dell'Arsenal ha rotto il silenzio in merito ai risvolti legali dell'indagine condotta dalla Procura pubblica di Lucerna. "Accetto la decisione e mi assumo le mie responsabilità", ha scritto il trentaquattrenne, facendo luce su una questione emersa sui media elvetici il mese scorso e legata alla decisione di procurarsi un documento vaccinale non regolare durante la pandemia.
I dettagli della pena e la collaborazione con gli inquirenti
Stando a quanto riportato da Swissinfo, la sanzione iniziale era stata strutturata sotto forma di 50 aliquote giornaliere da 3.000 franchi svizzeri ciascuna. La pena è stata tuttavia sospesa con la condizionale, il che significa che Xhaka non sarà tenuto a pagare la cifra a sei cifre né ad affrontare ulteriori conseguenze legali, a condizione di non commettere reati nei prossimi due anni. Lo stesso giocatore ha confermato di aver fornito una dichiarazione esaustiva agli inquirenti, collaborando alle indagini volte a fare luce su un professionista sanitario locale sospettato di aver distribuito falsi certificati nella regione.
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