Udinese, emergenza in attacco e altri due errori difensivi: i tre punti vanno al Torino
Continua il momento complicato in casa Udinese, con i bianconeri che tornano da Torino con la quarta sconfitta consecutiva in campionato. Finisce 2-1 per la squadra granata guidata da Abate, decisivo il gol di Kulenovic sul brutto pasticcio combinato da Okoye e che ha finito con il coinvolgere anche Bertola. I friulani, oltre chiaramente al tema degli infortuni che resta ben presente con un attacco in piena emergenza, continuano a dare una sensazione di estrema fragilità in fase difensiva, concedendo anche questa volta due reti da situazioni che sembravano non innocue ma quasi.
Altre assenze in attacco
Mister Runjaic opta per il consueto 3-4-2-1, con il ritorno di Solet a guidare la difesa composta nei braccetti da Ebosse e Abankwah. In mezzo il ballottaggio lo vince Zarraga, mentre davanti Davis si accomoda sorprendentemente in panchina, con Unai Gomez falso nove supportato da Chakvetadze ed Ekkelenkamp. Assenti, oltre ai soliti, anche Zanoli e Bayo, vittime di acciacchi dell’ultimo minuto. Una gara che non viaggia su ritmi particolarmente alti e che vede qualche fiammata qui e là che alla fine si rivelano essere gli episodi decisivi.
La difesa continua a fare acqua
Ingenua la difesa bianconera sul gol preso su calcio piazzato, con una difesa schierata che anziché liberare la sfera finisce con il servire Braganca, che non si fa sfuggire l’occasione. Con un guizzo dei suoi Solet riesce a dare il via all’azione che porta Ebosse a servire Ekkelenkamp per il terzo gol stagionale, ma il tutto viene cancellato dalla pessima lettura in uscita di Okoye, che per travolgere il suo compagno Bertola finisce con il lasciare a Kulenovic la sfera del 2-1 in una sfida dove stava già dando segni di incertezza. Nel mezzo anche un ennesimo problema muscolare, stavolta per Abankwah, uscito proprio in favore dell’ex Spezia. Runjaic negli ultimi venti minuti butta dentro tutti, da Davis ad Arizala passando anche per Alaba, mettendo una squadra a tradizione tutta anteriore, ma gli assalti non portano a nulla. Dopo quattro sconfitte, tutte con errori grossolani in difesa, urge qualche riflessione su come viene gestita la retroguardia, oltre ovviamente al lavoro per recuperare tutti gli indisponibili.
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